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Il passato di Marte rivelato, tra ghiaccio e acqua liquida

24 giugno 2015

Il celebre "Pianeta Rosso", ispiratore di migliaia di trame fantascientifiche di illustri scrittori quali Ray Bradbury, nonché meta delle più recenti scoperte astronomiche, rivela definitivamente il suo passato recente, in cui era reperibile acqua liquida sulla sua superficie.

Il pianeta eletto, in epoche remote, alla belligerante divinità Ares e ai due satelliti di "paura e terrore" Deimos e Phobos, sembrerebbe nascondere tracce di un recente passato geologico in cui, similmente alla terra, ospitava sulla sua superficie acqua liquida, generata dai processi di fusione di depositi nevosi e ghiacciati.

La rivelazione è frutto di un'attento studio delle immagini HD derivate dal cratere di Istok, situato nell'appendice meridionale dell'emisfero sud del pianeta, grazie alle quali è stato possibile ricostruire la storia dell'ingente massa d'acqua e detriti che in epoca remota (circa 1.000.000 di anni fa) permise di generare canali percorsi da un costante flusso d'acqua, non più una prerogativa della Terra.

Lo studio ha ricevuto pubblicazione su “Nature Communications” e rivolgerà, nelle sue fasi successive, completa attenzione ai fenomeni di afflusso di uno dei più rilevanti costituenti della vita così come oggi viene intesa. L'atmosfera odierna di Marte, tendente a climi gelidamente proibitivi, renderebbe del tutto implausibile la presenza di acqua a temperatura ambiente terrestre; malgrado ciò lo studio della storia geologica del pianeta rivelerebbe cambiamenti di atmosfera imprevisti e sostanziali, partendo dai periodi in cui l'asse attorno al quale il pianeta rotea era ben più inclinato rispetto all'immaginario piano orbitale.

Marte, perciò, era un tempo ben più assolato ai due poli, alimentando il ciclo acquatico in una maniera simile a quanto avviene tutt'oggi sulla Terra. Le immagini ottenute dal Mars Reconnaissance Orbiter confermano inoltre quest'ipotesi, rilevando striature e canyon oltre a punti di avvallamento causati dalla presenza di canali erosi dall'acqua.

La comprensione e lo studio di Marte in qualità di pianeta per alcuni aspetti simile alla Terra prosegue, nell'auspicio che possa costituire una porta d'accesso alla conoscenza di ciò che avviene all'interno del Sistema Solare così come in ambienti ancora più distanti in cui l'esobiologia è certamente differente da quella rilevata sul nostro pianeta.

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