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Braccio robotico controllato col pensiero salva un paralitico

Grazie alle ultime conquiste della scienza, guarire gradualmente dalla paralisi non è impossibile: protesi ed impianti cerebrali per riacquistare motricità sono le nuove protagoniste.

Erik Sorto, protagonista di una vicenda che segna i nuovi contorni dei progressi scientifici attualmente in corso, subì 13 anni fa un incidente che lo portò ad una paraplegia invalidante, perdendo la funzionalità degli arti dal collo in giù. A 34 anni, e dopo un decennio di infruttuosi tentativi, il giovane sembra comunque aver ricevuto un consistente aiuto nientemeno che da una protesi meccanica applicata al suo arto, che gli ha concesso di poter aprire per la prima volta una bottiglia e di effettuare movimenti in grado di restituire la motricità al suo corpo paralizzato.

La protesi in questione agisce "telepaticamente", essendo connessa ad un impianto neurale in grado di interpretare gli output delle aree della corteccia motoria interessate al movimento, nella fattispecie la corteccia parietale posteriore, spesso coinvolta in incidenti di grave entità a livello fisico. La strategia adottata permetterà inoltre in futuro di consentire movimenti sempre più ampi e precisi, in modo da permettere all'infortunato il recupero completo delle capacità e consentirgli nuovamente attività minuziose come la scrittura.

I chip, di minuscole dimensioni, impiantati nella corteccia di Erik, sono riusciti a provvedergli movimenti sicuri, mentre registrano l'attività elettrofisiologica di circa 100 cellule neuronali, esattamente quando l'uomo immagina di afferrare uno strumento o un banale oggetto quale può essere una bottiglia.

Il commento alla nuova protesi meccanica arriva direttamente dal California Institute of Technology ed è particolarmente entusiasta dell'idea che si possano, prima o poi, rendere gli umani "superumani" decodificando gli intenti della corteccia cerebrale e instradandoli verso device meccanici capaci di permetterci movimenti ora impossibili, ben oltre il recupero delle capacità motorie perdute.

E' finalmente arrivato, quindi, il momento tanto atteso in cui la "fantascienza" diventa realtà: la vicenda di Erik è solamente l'inizio, prepariamoci ad un futuro in cui gli umani "enhanced" saranno la regola del giorno, dalle capacità sempre più affinate e incredibili.

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