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Spazio, due buchi neri supermassicci prossimi alla fusione?

Un evento dalle caratteristiche estreme sarebbe in procinto di verificarsi nel cosmo: due buchi neri supermassicci posizionati al centro di un quasar si stanno ravvicinando progressivamente, con conseguenze molto peculiari sull' "ecosistema universo".

Si tratta di uno degli eventi più caratteristici e gravitazionalmente intensi che possono prendere luogo nell'Universo: due "Hulk" della galassia, ovvero buchi neri supermassivi in procinto di fondersi entro una ventina d'anni, un range temporale molto risibile se visto su scala cosmica, sarebbero scrutati con particolare apprensione dai cosmologi, per monitorare con anticipo uno degli eventi più cataclismatici avvenuti nel nostro Cosmo.

La "location" dell'evento sarebbe stata rilevata in una galassia situata a circa 10,5 miliardi di anni luce dalla nostra stella principale, il Sole, e la strana coppia di black holes sarebbe pronta a collidere per offrire alla scienza la possibilità di verificare gli effetti dello sviluppo di onde gravitazionali di potenza colossale sul sistema Universo. Le controindicazioni all'osservazione sono però diverse: oltre ad essere ovviamente non visibili, sono difficilmente raggiungibili, al momento, tramite le tecnologie moderne.

La scienza tuttavia non si arrende ed ha trovato comunque un metodo garantito per osservarne gli effetti su lunga scala: si tratta della scansione della volta celeste effettuata con PAN-STARRS (Panoramic Survey Telescope e Rapid Response System), dispositivo telescopico che ha già osservato con successo 316 quasar. Lo studio di rilevazione tiene conto della centralità delle black holes nei quasar, in grado di rilasciare luce a fiotti nel momento in cui la massa intera viene inglobata dal vorace buco nero posto al centro del sistema di riferimento. In base all'aumento ed alla diminuzione della luce rilevata, si potrà dunque capire il destino delle due black holes.

Va inoltre considerato che i due famelici protagonisti di questa osservazione collideranno ben prima di 21 anni, a tutti gli effetti solamente 7: per via dei fenomeni di dilatazione cosmologica, tuttavia, il trascorrere del tempo sembrerà, a noi osservatori terrestri, particolarmente prolungato. Non rimane quindi che attendere le ultime rivelazioni telescopiche in grado di testimoniare alle fluttuazioni periodiche del sistema preso in considerazione, per aggiungere un importante tassello allo studio della gravità e del suo ruolo nei sistemi galattici.

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