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Apple OS X, malware in impennata: quali sono le cause?

25 ottobre 2015

Il 2015 si chiude con un picco di aumento del malware in circolazione sui principali sistemi operativi di uso quotidiano, con una particolare nota di disappunto nei confronti di OS X di Apple. L'ottimo OS, infatti, sembra purtroppo aver collezionato recentemente un record storico nel numero di minacce malware di cui durante quest'anno si è scoperto vittima: ben 5 volte il numero di attacchi registrati nel passato quadriennio.

Il numero è naturalmente ancora molto lontano dal raggiungere le vette di Windows, OS notoriamente sottoposto a molti più attacchi a causa della sua diffusione nella maggioranza dei sistemi hardware degli utenti, tuttavia è un'occasione di riflessione in merito alla crescente popolarità della piattaforma, che sta purtroppo pagando in questo modo la sua ascesa. I cosiddetti "malware writer", hacker che si occupano della scrittura di software o attacchi da remoto, stanno trovando particolarmente interessante questo nuovo terreno rappresentato dal sistema operativo Apple, in virtù della sua diffusione.

La maggior parte degli attacchi, studiata dalle società Carbon Black e Bit9, è costituita da metodi piuttosto "classici", tra cui lo sfruttamento delle backdoor tramite codice Java, trojan ed esecuzione di comandi tramite l'invio e l'apertura di applicazioni crackate. I metodi non riguardano nulla di particolarmente nuovo, tuttavia ciò che sorprende è la diffusione degli attacchi su un sistema relativamente sicuro, e fino ad oggi parzialmente ignorato dagli sviluppatori di malware.

Staremo quindi a vedere come Apple reagirà a questa nuova ondata di cybercrimine, predisponendo magari a partire dalle prossime release di El Capitan funzioni per restituire all'ambiente di OS X tutta la stabilità e sicurezza che merita.

© gnubik.it

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