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Vertigine parossistica posizionale: cos'è, cause e sintomi

Vertigine parossistica posizionale, di cosa si tratta, le possibili cause, sintomi e come curarla.

Vertigine parossistica posizionale: si tratta di un fastidioso disturbo, causato da una piccola pietra nelle orecchie.

Si chiamano otoliti e sono per l'appunto piccole concrezioni di ossalato di calcio, situate nell'endolinfa all'interno dell'orecchio (etimologia greca derivante da oto “orecchio” e lithos “pietra”).

Il problema è rappresentato dal fatto che questi sassolini possono staccarsi e finire nei canali semicircolari causando la vertigine parossistica posizionale benigna o cupolitiasi per l'appunto, nel caso in cui gli otoliti vadano a posizionarsi sulla cupola, o canalolitiasi, nel caso in cui gli otoliti si trovano liberi nell'endolinfa.

La vertigine parossistica posizionale dunque può essere distinta in:

  • canalolitiasi
  • cupolitiasi

a seconda di dove vanno a posizionarsi gli otoliti a seguito del distacco.

La Vertigine Posizionale Parossistica Benigna è stata per la prima volta diagnosticata nel 1921 da Robert Barany ed in seguito la sintomatologia è stata definita da Charles Hallpike nel 1952. Il termine cupolitiasi invece è stato definito da Schuknecht nel 1969.

Vertigine parossistica posizionale: le cause

Sfortunatamente le cause della vertigine parossistica posizionale, non sono note. Tra le ipotesi del perchè si spostano i sassolini  nell'orecchio, si suppone:

  • labirintite virale
  • traumi cranici
  • emicrania
  • interventi chirurgici all’orecchio interno

Si è riscontrato che i soggetti che rientrano in queste condizioni hanno una maggiore incidenza nel manifestare il distacco degli otoliti.

Vertigine parossistica posizionale: sintomatologia

Il problema principale del distacco degli otoliti è che questa condizione fa sì che venga meno la funzione di stabilità delle strutture all’interno dell’orecchio che controllano il movimento della testa. Siamo soggetti sensibili alla gravità, per cui all'interno delle nostre orecchie  si trova un sistema che ci permette di muoverci senza cadere, di avere il senso dell'equilibrio e di assumere una postura. Quando i suddetti sassetti si spostano e finiscono nel labirinto si diventa sensibili a posizioni della testa a cui si è normalmente abituati e si viene colti da vertigini (ecco il perché del nome vertigini parossistiche posizionali benigne).
 

La sintomatologia dunque è questa:

  • vertigini (oggettiva se il soggetto ha l'illusione che sia l'ambiente circostante a muoversi o soggettiva se ha lui stesso l'illusoria percezione di star subendo dei movimenti)
  • nausea
  • nistagmo (movimento ripetitivo degli occhi involontario, suddiviso in una fase lenta in una direzione ed una fase rapida di ritorno alla posizione originale)

Gli episodi sono brevi ed associati a movimenti di non particolare rilevanza (voltare la testa), possono verificarsi più volte al giorno o anche settimanalmente quindi più sporadici.
Naturalmente la situazione diventa molto pericolosa nel momento in cui il soggetto che avverte le vertigini si trova alla guida o sta svolgendo un lavoro ad una certa altezza.
E' vero che può presentarsi a qualsiasi età ma è più frequente fra i 40 e i 60 anni con maggiore comparsa nelle donne.

Vertigine parossistica posizionale: la diagnosi

Il soggetto che avverte improvvisamente vertigini anche per minimi movimenti della testa, deve recarsi da uno specialista, un otorino, il quale provvederà ad effettuare la manovra di Dix-Hallpike, ovvero si sposta rapidamente il paziente da seduto a sdraiato eseguendo in contemporanea una rapida rotazione del capo, prima da un lato e poi dall'altro. Se a seguito di questa manovra, dopo 5 secondi al massimo, si verifica il nistagmo, ossia l'oscillazione involontaria degli occhi e le vertigini si può effettuare la diagnosi di distacco degli otoliti.

Va verificata anche la storia clinica del paziente, poiché la Vertigine parossistica posizionale non è da confondersi con malattia di Ménière che causa anch'essa vertigini.
Vertigine parossistica posizionale: terapia
L'unica soluzione attualmente conosciuta è  la manovra di riposizionamento che mira a risistemare la collocazione originaria degli otoliti. Si tratta di rapidi cambi di posizione della testa, non casuali ma schematici che possono essere eseguiti solo dallo specialista. Può andare a buon fine ma non garantisce che non vi sia un nuovo distacco degli otoliti.

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