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Riforma della scuola: Governo sotto in Commissione per costituzionalità

Riforma della scuola: il Governo è stato battuto nella Commissione Affari Costituzionali. Si vota sulla costituzionalità della riforma. Decisivo Mario Mauro

Riforma della scuola. Stop del Governo. Questo pomeriggio la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha espresso un parere sulla costituzionalità della legge sul sistema scolastico. Risultato? 10 voti a favore e 10 voti contro. Decisivo il voto di Mario Mauro, ex di Popolari per l'Italia ed ex di Scelta Civica, passato di recente ai banchi dell'opposizione. Il democristiano ha illustrato così le sue motivazioni: "Da un punto di vista costituzionale la riforma della buona scuola è scritta male  pertanto credo sia meglio fermarci e riscriverla meglio".

A nulla è valso l'intervento di Anna Finocchiaro, che all'ultimo ha deciso di intervenire e di votare, nonostante la prassi vieti espressamente ai presidenti di Commissione di partecipare al voto.

Non si tratta ovviamente di uno stop definitivo, dal momento che il relatore può richiedere una seconda votazione, e nulla vieta all'esecutivo e alla parte politica che lo sostiene di concedere alcune modifiche. A preoccupare, infatti, è soprattutto il dato politico. Lo stop è un segnale, che si va a sommare a quello espresso dalle elezioni regionali, come un segnale è l'intervento di Anna Finocchiario, il cui gesto è stato inteso come un tentativo di forzare la mano in un momento di difficoltà.

Duri i commenti delle opposizione, che però non si discostano da quanto detto fino a questo momento. La critica più aspra è giunta questa volta da Sel. Loredana De Petris ha infatti dichiarato che la legge va riscritta dall'inizio, dal momento che è "pessima e dannosa per tutti i cittadini".

Sullo sfondo, i soliti problemi che Matteo Renzi deve affrontare per ciò che concerne la minoranza Pd, che si sta configurando come l'opposizione più tenace al Governo dell'ex sindaco di Firenze. Ieri il premier aveva aperto le porte al dialogo, lasciando presagire che, almeno in alcuni punti, la riforma della scuola è modificabile.

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