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Toti: dubbi sulla legge di stabilità

Toti, il presidente della Regione Liguria e consigliere politico di Forza Italia, ha espresso i suoi dubbi in merito alla nuova legge di stabilità.

Il  consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti, durante un convegno organizzato dalla Uil a Genova, in merito alla nuova  legge di stabilità 2015 ha dichiarato: “Il Pd riesce a spaccarsi sempre sulle cose più ragionevoli che fa il governo Renzi come l'abolizione del limite dei contanti a mille euro e della tassa sulla casa. Le divisioni interne al Pd ormai non fanno più notizia, quando resteranno uniti su qualcosa ce lo facciano sapere perché sarebbe quella la notizia vera. Io non condivido i motivi di divisione all'interno del Pd ma sono molto preoccupato su chi pagherà i provvedimenti del governo Renzi perché temo che sia una partita di giro, anzi di raggiro per cittadini e imprese. Quello che gli si dà con una mano, glielo si toglie con l'altra in misura assai maggiore”.

Toti ha poi aggiunto: “Con questa manovra la pressione fiscale totale non so se scenderà come dice il governo e non sono convinto che ci siano i fondi per sterilizzare le clausole di salvaguardia. Dopodiché manca certamente una visione strutturale: non c'è un modello di sviluppo, non c'è un modello di risparmio di spesa e di trasformazione da spesa pubblica improduttiva a spesa pubblica produttiva. Insomma è una legge di stabilità come quelle che fa di solito Renzi, fuochi d'artificio, molto fumo ma poca sostanza”.

Anche Renato Brunetta, capogruppo Fi alla Camera  ha palesato i suoi dubbi dichiarando: ”Da quello che se ne sa Renzi e il suo governo non hanno ancora mandato la legge di stabilità in Parlamento, quindi sono fuori di 3-4 giorni rispetto a quanto prevedono le norme italiane ed europee. Siamo già fuori legge. Tutto quello di cui si discute si discute al buio perché il testo non è conosciuto. Per quel che se ne sa la manovra è tutta in deficit. Sono 27-30 miliardi di deficit. Pensare di tagliare le tasse in deficit è come mettere la polvere sotto il tappeto, nel senso che si taglia, si fa debito e deficit e poi questi ultimi vanno onorati e pagati. E come? Mettendo tasse per uguale se non superiore ammontare. Questa è la partita di giro e di raggiro che fanno Renzi, il suo governo, l'impassibile e l'ineffabile Padoan”.

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