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Settant'anni fa nasceva la Repubblica italiana

Oggi la Repubblica italiana compie 70 anni

Stamani per festeggiare i 70 anni della Repubblica italiana, dopo che il presidente della Repubblica ha depositato una corona d'alloro all'Altare della Patria, si è tenuta la tradizionale sfilata ai Fori Imperiali, alla presenza di ben 400 sindaci ed oltre 3000 militari e civili. Presenti alla festa della Repubblica,  le più alte cariche dello Stato come il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il presidente del Senato, Piero Grasso e quello della Camera, Laura Boldrini.

Dopo la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, saranno consegnate le medaglie d’onore ai deportati e agli internati nei lager nazisti. Il premier Matteo Renzi, in occasione di tale importante ricorrenza ha scritto sui social: “ Buona Festa della Repubblica a tutti. Viva l’Italia».

Salvatore Girone,  che non ha preso parte alla parata militare di Roma, preferendo restare a casa con parenti ed amici, ha voluto augurare a tutti gli italiani una buona Festa della Repubblica,  ringraziando in modo particolare tutti coloro che durante gli anni che ha trascorso in India, non hanno mai smesso di sostenerlo.

Il presidente Sergio Mattarella, in merito ai 70 anni della nascita della Repubblica, in una recente intervista ha dichiarato che nel 1946, per la prima volta nella storia della nazione, l'Italia ritrovava la libertà, la partecipazione al voto di tutti, uomini e donne, e realizzava così una piena democrazia .

Per Mattarella, è stata l'introduzione dell'autentico suffragio universale a far compiere all'Italia il vero salto di qualità, trasformandola in un Paese in cui tutti i cittadini concorrono, in egual misura, a determinare, con il loro voto, le scelte fondamentali della vita nazionale.

Il capo dello Stato ha poi aggiunto che l’Italia è molto migliore di come noi stessi, a volte, la dipingiamo, anche se questo non significa che vada tutto bene, citando le piaghe della corruzione, degli atti efferati, delle periferie che diventano ghetti di disperazione.

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