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Rifugiati: la lettera di Renzi al quotidiano La Repubblica

Le parole del premier Renzi ancora sul tema del profugato

In questi giorni il tema del profugato sta interessando l'opinione pubblica e molti sono gli argomenti che vengono trattati quotidianamente sui maggiori canali di stampa su questa vicenda così dolorosa e problematica per l'intera Unione europea. Non stupisce quindi che il premier Renzi abbia indirizzato una lettera molto interessante ad uno dei quotidiani più letti e diffusi sul web, la Repubblica, il cui testo è stato pubblicato interamente nella giornata dell’11 settembre 2015.


La lettera è indirizzata al direttore del quotidiano e inizia con una presa di coscienza sul tema del profugato: il premier afferma che finalmente tutte le persone si sono accorte dell'enorme problema che da mesi sta interessando il nostro paese e anche molti altri Stati dell'Unione europea. Nel giro di qualche ora, il premier afferma, l'intera opinione pubblica ha compreso che si tratta di un problema di portata epocale, forse a causa delle immagini del piccolo bambino Aylan che viene portato via morto fra braccia del padre, oppure delle immagini dei settanta profughi morti in un camion ai confini fra l’Austria e l'Ungheria. Fatto sta che questi eventi hanno cambiato la percezione dei cittadini, che si sono visti da un momento all'altro partecipi di un problema di portata epocale, di un fenomeno che mai prima d'ora si era verificato e che ora chiede, giustamente, ai cittadini italiani di decidere 'da che parte stare'.


Renzi ribadisce quindi l'impegno del governo e delle forze dell'ordine, soprattutto della marina militare nel salvare i profughi sbarcati nel nostro paese, e sottolinea l'orgoglio di avere a disposizione uomini che sono pronti a sacrificare le loro vite per aiutare le persone più sfortunate, tentando di portare in salvo i migranti che rischiano di affogare e donando loro il giusto sostegno durante le operazioni di primo soccorso.

La lettera prosegue con un monito, perché secondo il premier dopo l'iniziale rammarico, dopo la commozione che si prova vedendo immagini tremende di persone che ogni giorno muoiono sulle coste e sulla terraferma, è tempo di muoversi e di fare qualcosa di concreto per arginare e porre un rimedio certo a questo problema.


Renzi accusa quindi la politica europea di avere sottovalutato i problemi di politica interna di paesi come la Libia e la Siria, gli Stati dai quali arriva il maggior numero di migranti, perché cacciare i dittatori non è bastato a salvare i paesi dalla sfacelo e permettere che le genti potessero costruire da sole un futuro economico e politico stabile per il loro paese.

Il premier chiede quindi attenzione verso l'Africa e di fare un focus sul Mediterraneo e sulle grandi opportunità che le terre africane possono riservare ai paesi europei, dopo che per anni l'attenzione si è concertata nei paesi dell'est regalando risultanti molto altalenanti. Renzi chiede, infine, di superare le logiche dell'egoismo nazionale superando Dublino, ovvero di gestire gli hotspot a livello europeo, facendo in modo che i rimpatri siano organizzati dalla stessa Europa e che ogni Stato si impegni ad accogliere il giusto numero di migranti per sollevare l'Italia da una posizione che non si è cercata, ma che ha dovuto vivere per la sua naturale posizione geografica.

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