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Renzi: “I tempi del referendum sono stabiliti dalla legge”

Per Renzi i tempi del referendum sono decisi dalla legge

Secondo un recente sondaggio condotto da Scenari politici per l’Huffington Post, è emerso che  il 54% degli intervistati intende votare contro le riforme della Boschi, mentri il 46% è per il no.

A tal proposito, in questi giorni il premier Renzi, circa l'intenzione di rinviare la consultazione di qualche mese, ha dichirato che la Brexit non avrà conseguenze sul referendum perché votando “sì”, si potranno ridurre i parlamentari, gli sprechi delle Regioni e gli stipendi ai consiglieri regionali.

Circa i tempi del referendum, il premier ha affermato che i tempi sono decisi dalla legge, aggiungendo che il referendum ha dei tempi che non decide il governo: da cinquanta a settanta giorni dal vaglio di ammissibilità della Cassazione.

Francesco Boccia, presidente di Confindustria in una recente intervista  ha proposto di rimandare il referendum alla primavera del 2017. Per Boccia, personalizzare il referendum costituzionale è assolutamente sbagliato. Boccia sostiene che rimandare il referendum nella primavera del 2017, dà più tempo agli italiani per capirne le ragioni più profonde, sarebbe un gesto di buon senso.


Secondo quanto ha di recente prospettato Confindustruia, se dovesse vincere il fronte del “ no” alla riforma costituzionale di ottobre, l'Italia ripiomberebbe in una nuova recessione e nel caos politico. Confindustria ha dichiarato che sarà inevitabile una nuova recessione tra il 2017 e il 2019 con il “no” alla riforma Boschi.

Luca Paolazzi,  capo economista del Centro studi ha dichiarato che il caos politico trascinerebbe il Pil all'inferno, 4 punti percentuali in meno nel triennio sullo scenario di base, salterebbero 600 mila posti di lavoro e 20 punti percentuali di investimenti. Per Paolazzi la vittoria del  'no' sarebbe lo specchio di un Paese che non vuole riformarsi, modernizzarsi e darsi una governance più chiara.

Graziano Delrio in merito al referendum sul ddl Boschi, ha recentemente dichiarato che se non succede nulla di straordinario resta quello l'appuntamento, il governo è nato senza avere paura dell'opinione della gente e la democrazia non deve  ridurre i suoi spazi per i timori della classe dirigente.

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