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Renzi duro dopo i disagi di Pompei dell’Alitalia

25 luglio 2015

Il premier attacca duramente i sindacati, a causa degli scioperi di ieri

Ieri l’improvvisa assemblea sindacale a Pompei e lo sciopero di Alitalia costato la cancellazione di ben 60 voli, in piena stagione turistica, oggi la reazione di Matteo Renzi, che non ha preso per niente bene le iniziative dei sindacati, che secondo il premier dovranno essere difesi da se stessi.

L’amarezza di Renzi. Il primo ministro, al momento alle prese con la miccia innescata dal possibile avvicinamento ai scissionisti di centrodestra di Verdini, oggi ha commentato i fatti di Pompei e dello sciopero di Alitalia di ieri: <<vedere che dopo tutto il lavoro fatto per salvare il sito e quindi i posti di lavoro a Pompei un’assemblea sindacale blocca all’improvviso migliaia di turisti sotto il sole o vedere che dopo le nottate insonni per coinvolgere Etihad e evitare il fallimento di Alitalia, gli scioperi dei lavoratori di quell’azienda rovinano le vacanze a migliaia di nostri concittadini, fa male>>. Questo commento riassume tutto il Renzi pensiero sui disagi di ieri, che effettivamente hanno causato non pochi problemi in una stagione turistica nel pieno svolgimento (lo si potrà chiedere ai 2000 turisti che ieri erano stati bloccati davanti ai cancelli del sito archeologico partenopeo).

Reazioni dei sindacati. Inaspettatamente il commento del premier trova l’appoggio del segretario della UIL, Carmelo Barbagallo: <<è una delle poche volte in cui sono d’accordo con Renzi>>. Differente la reazione del segretario generale campano della CGIL, Franco Travella: << il sindacato sa come difendersi. Il presidente del Consiglio ci risparmi le sue patetiche paternali”. “La Cgil ha da subito condannato senza indugi, per l’ennesima volta, le forme di protesta messe in atto a Pompei. Venerdì si è consumata una pagina vergognosa che ha penalizzato l’immagine del sito archeologico agli occhi del mondo e costretto tanti turisti ad una lunga attesa sotto il sole>>.

Guerre tra premier e sindacati a parte, ciò che veramente fa più riflettere (non solo Renzi) è la concomitanza degli eventi di ieri. Una coincidenza che, se ripetuta troppo spesso, potrebbe causare non pochi problemi all’industria culturale di questo paese.

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