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Renzi: “Dati Istat positivi. Il Jobs Act ha restituito credibilità a livello internazionale”

Matteo Renzi ha commentato i dati positivi pubblicati dall'Istat circa il calo del tasso di disoccupazione

In base ai dati resi noti dall'Istat circa la situazione occupazionale in Italia,  il tasso di disoccupazione da settembre è sceso all'11,8%, toccando  è il livello più basso da gennaio 2013. Si è registrato nell'ultimo mese calo di 0,1 punti "determinato prevalentemente dalle donne", dato che ci  sono 32 mila disoccupate in meno a fronte di 3 mila uomini disoccupati in meno. Il tasso di disoccupazione maschile così resta stabile all'11,3%, mentre quello femminile, pari al 12,5%, cala di 0,2 punti percentuali. Nei 12 mesi per il tasso maschile c'è una flessione di 0,6 punti e per quello femminile di 1,5 punti.

Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione giovanile, anch'esso è in calo di 0,2 punti percentuali da agosto, dunque ci sono 14 mila ragazzi tra i 15 e i 24 anni in meno che cercano un'occupazione. Tuttavia c'è pure una diminuzione degli occupati di 11 mila giovani dovuto all'aumento dei disoccupati inattivi. Dunque da tali calcoli statistici rimangono esclusi i i giovani inattivi, cioè  tutti coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, sopratutto perché impegnati negli studi.

Il premier Renzi commentando su Fb i nuovi dati Istat sull'occupazione nel nostro Paese, ha dichiarato: “Il Jobsact ha restituito credibilità a livello internazionale, ma soprattutto ha creato opportunità e posti di lavoro stabili. È la volta buona, l’Italia riparte. Ancora dati positivi. Gli occupati a settembre 2015 sono 192mila in più rispetto a settembre 2014 e +378mila dall’inizio del nostro governo, cioè rispetto a febbraio 2014. A settembre il tasso di disoccupazione scende all’11,8%, in particolare per le donne, mentre la disoccupazione giovanile cala al 40,5% e aumentano i contratti stabili. Molto da fare, ancora. Ma non dimentichiamo che eravamo sopra al 13% di disoccupazione a livello generale e oltre il 46% per i giovani. Sono percentuali e numeri, certo, ma sono anche persone, vite, famiglie, destini.”

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