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Raggi: “Chi combatte per la ricerca della verità non sia mai lasciato solo”

23 giugno 2016

La Raggi presente alla commemorazione del magistrato Amato ucciso dai neofascisti

Dopo la proclamazione ufficiale a sindaco di Roma, Virginia Raggi in una recente intervista ha dichiarato di aspettarsi lealtà da parte del premier Matteo Renzi.

La Raggi, ha poi affermato di esser onorata di poter servire la propria città, confermando al sua intenzione di lavorare  immediatamente sulla mobilità, sul decoro, sulla trasparenza e sul debito.

La neosindaco di Roma, ha inoltre dichiarato che ci vorrà del tempo per risolvere i problemi della Capitale, perché la città è in macerie, ma ha ribadito di essere sicura che pian piano riuscirà as invertire la rotta di questa macchina che purtroppo sta andando a sbattere contro un muro.


La Raggi presente alla cerimonia commemorative per il del 36esimo anniversario dell'assassinio del giudice Mario Amato, ha dichiarato di essere onorata di dedicare il suo primo intervento pubblico alla memoria di Mario Amato, caduto sotto colpi dei Nar, uno dei più illustri magistrati che si sono impegnati nella lotta al terrorismo, caposaldo imprescindibile per futuro democratico.

In merito a ciò, Virginia Raggi ha dichiarato: “Lo Stato deve essere sempre accanto alle persone che la cercano, sempre. Senza esclusione. Oggi e tutti i giorni siamo tutti Mario, la città si impegna a mantenere viva la memoria, io mi impegno affinché chi combatte per la ricerca della verità non sia lasciato solo”.

Il  presidente del Senato Pietro Grasso, presente anch'egli alla cerimonia di stamani, ha dichirato di essere contento che Virginia Raggi, per uno dei suoi primi atti ufficiali, abbia scelto quel luogo che ricorda uno dei momenti più bui della storia del Paese.

Nel frattempo, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo sulle consulenze alla Asl di Civitacchia del neo sindaco di Roma Virginia Raggi. Pare che la Raggi avrebbe omesso di denunciare le consulenze facendolo solo nel 2015 e in modo incompleto, per cui potrebbe ipotizzarsi il reato di falso ideologico in atto pubblico o altra violazione alla normativa sulla trasparenza per coloro che ricoprono incarichi politici.

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