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Matteo Renzi: "Ignazio stai sereno". Marino perderà Roma?

17 giugno 2015

Matteo Renzi si cimenta in una ri-edizione del famoso "Enrico stai sereno". Solo che questa volta a farne le spese è Ignazio Marino.

Il tweet "Enrico stai sereno" è entrato nell'immaginario collettivo della politica italiana, anche perché seguito da una delle defenestrazioni politiche più brutali che la Seconda Repubblica ricordi. Matteo Renzi evidentemente c'ha preso gusto, almeno a giudicare dalle dichiarazioni fatte nella giornata di ieri su Ignazio Marino, sindaco di Roma. 

Se possibile, quando ha affermato il premier è ancora più esplicito del leggendario tweet. In una intervista rilasciata a La Stampa di ieri ha infatti dichiarato: "Fossi Ignazio Marino, io non starei tranquillo". Parole gravide di minaccia, dal momento che sono state preceduta da una sorta di rivelazione: Matteo Renzi ha intenzione di cambiare atteggiamento, di tornare lo spregiudicato leader di una volta. Insomma, vuole riprendersi in mano il partito e decidere egli stesso.

Argomenti, questi, ribattuti in un'altra intervista, questa volta televisiva, rilasciata nel patinato salotto di Porta a Porta. Di fronte a un Bruno Vespa quanto mai conciliante e facile all'ammiccamento, ha lanciato un certo numero di frecciatine al sindaco di Roma. Ha dichirato, per esempio, che un sindaco può rimanere dov'è solo se fa il suo dovere, e che altrimenti è bene che vada a casa.

Le parole di Renzi sono apparse inequivocabili. "A me interessa capire se l'amministrazione pulisce le strade, mette a posto buche e emergenza. Se sanno governare governino e vadano avanti, se non sono capaci vadano a casa. Chi è in grado di governare governi, altrimenti..."

Certo, poco prima il premier aveva proclamato l'onestà di Ignazio Marino e la sua stima verso l'uomo. Eppure si sa, tutto ciò che viene prima del "ma" conta poco, soprattutto se seguito da un giudizio tranchant come questo.

Ad ogni modo, il sindaco di Roma è un uomo sempre più solo, anche se a suo sostegno arrivano gli attestati di stima da parte di qualche vecchio leader, come Enrico Letta.

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