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Legge contro il reato di tortura, ieri le proteste: Salvini lascia di sasso

26 giugno 2015

Il leader della lega si è schierato con i sindacati di polizia; le sue dichiarazioni hanno destato stupore

Salvini era ieri alla manifestazione del SAP, uno dei sindacati della polizia, a polemizzare contro l’introduzione del reato di tortura nella legislazione del nostro paese . Dichiarazioni shock del leader della Lega Nord: “una legge sbagliata e pericolosa”. Sono piovute le critiche, ma anche alcune dichiarazioni di sostegno, come quella pervenuta da Gasparri.

Dichiarazioni forti. “Le forze di polizia devono avere libertà assoluta di azione, se devono prendere per il collo un delinquente e questo si sbuccia il ginocchio o si rompe una gamba sono cazzi suoi, ci pensava prima di fare il delinquente”: queste ieri le parole di Salvini. Parole violente per un argomento tanto intriso di violenza da colpire come un pugno in un occhio. Il reato contro la tortura, dovrebbe applicarsi in maniera tale da evitare il ripetersi di indecorose situazioni come quella della scuola Diaz di Genova; Salvini non lo dimentica, ma ammette che “per l’errore di qualcuno a Genova non possiamo mettere a rischio il lavoro di tutti”, cercando così di mitigare la sua posizione.

Le reazioni. Parole che non potevano passare inosservate quelle del leader del Carroccio. In una nota comune da parte di Patrizio Gonnella (Antigone), Massimo Corti (Acat) e Franco Corleone (coordinatore dei garanti dei detenuti) si legge quanto segue: “la posizione del SAP è fuori dalla Comunità Internazionale; la polizia deve essere un corpo che protegge i diritti umani e non deve aver paura del reato di tortura”. Reagisce anche il PD, con Verini, secondo cui “in queste ore assistiamo a proteste e critiche scomposte da parte dei vari Salvini di turno. Io penso che il parlamento abbia fatto fin qui un buon lavoro, atteso da molti anni, seppur tardivo”. Il leader della Lega incassa almeno il sostegno di FI. Gaparri afferma che la legge potrebbe “paralizzare l’operato delle forze di polizia nell’ordine pubblico e nella gestione del sistema penitenziario”.

Una data simbolica. È quasi ironico, ma questo è il periodo dell'anno probabilmente la meno indicato per imbastire la polemica contro il reato di tortura (reato assente nella nostra legislazione: una mancanza a cui la Corte Europea, lo scorso aprile, aveva chiesto di rimediare). Infatti fu proprio nel 26 giugno (data di cui ricorre oggi l'anniversario), del 1987, ad entrare in vigore la Convenzione Onu contro la tortura.

Si evince tutta qui la grande contraddizione su questo argomento: la tortura è stata condannata a livello internazionale già da decenni, tuttavia essa continua ancora ad essere utilizzata  o in qualche modo tollerata dai singoli stati.

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