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La Corte Ue: “I migranti irregolari vanno rimpatriati”

7 giugno 2016

La Corte di giustizia europea ha affermato che i clandestini vanno rimpatriati e non reclusi

La Corte di giustizia dell'Unione europea, in merito ai rimpatri dei migranti irregolari, ha stabilito che gli Stati membri non possono consentire la reclusione dei cittadini di paesi non Ue, nei confronti dei quali la procedura di rimpatrio non sia stata ancora conclusa.

 

La reclusione del clandestino è idonea a ostacolare l'applicazione della procedura stessa e a ritardare il rimpatrio, pregiudicando quindi l'effetto utile della direttiva.

Per l'organismo europeo, quando il migrante irregolare transita nel territorio di uno Stato membro va sottoposto alla procedura di riammissione nello Stato membro da cui proviene, senza essere recluso, tranne che abbia commesso un reato.

La direttiva europea sancisce che gli Stati membri devono procedere all'allontanamento forzato mediante misure il meno possibile coercitive, solo quando l'allontanamento rischia di essere compromesso lo Stato membro può ricorrere al trattenimento dell'interessato, per una durata che non può in nessun caso superare i 18 mesi.

La Corte Ue ha precisato che gli Stati dell'Ue non possono consentire la reclusione dei cittadini di paesi non appartenenti all' Ue, nei confronti dei quali la procedura di rimpatrio non sia stata ancora conclusa, in quanto tale reclusione e' idonea a ostacolare l'applicazione della procedura stessa e a ritardare il rimpatrio, pregiudicando quindi l'effetto utile della direttiva europea.

Recentemente in merito ai rimpatri, il nostro Paese pare che stia puntando ad nuovo piano, il cosiddetto 'Migration Compact 2.0', contenente  iniziative che vanno dai rimpatri volontari e non, e delle  azioni di sostegno nei Paesi di origine e transito per un importo di circa 140 milioni di euro.

Nelle scorse ore, il ministro degli esteri austriaco, per gestire l’arrivo di profughi e clandestini, ha proposto che chiunque arrivi in Europa illegalmente venga respinto, e che le procedure di richiesta asilo vengano espletate in territorio extra UE.

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