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L’epoca post-Fornero ed il labirinto dei pensionati

Dopo la bocciatura della legge del 2011 da parte della corte costituzionale, probabilmente il governo dovrà tornare sulla riforma delle pensioni. La Camusso ripropone la patrimoniale.

Continua a salire la stima dei miliardi di euro da restituire ai pensionati, dopo che la consulta ha dichiarato anticostituzionale la legge Fornero del 2011: dai 5 miliardi calcolati inizialmente, alcune fonti riferiscono adesso che la cifra si aggirerebbe intorno ai 15 miliardi.

Una cifra colossale che rischierebbe di gravare sui conti pubblici italiani, già pesantemente compromessi. Il sensazionale dietro front , su una delle più controverse misure adottate nell’epoca lacrime e sangue del governo Monti, è stato promosso dal ricorso presentato dal Tribunale di Palermo e da due uffici regionali della corte dei conti, rispettivamente quelli dell’Emilia Romagna e della Liguria.

Non mancano le proposte per risolvere il problema. La leader della CGIL Susanna Camusso invoca la patrimoniale, che torna così prepotentemente sulla scena; la sindacalista ha infatti affermato che “senza rinunciare alla riforma complessiva del fisco, la patrimoniale sulle grandi ricchezze ha un’efficacia immediata.

Intanto, le pensioni sono comunque un argomento interessato dal pacchetto riforme promosso dal governo Renzi. Una delle innovazioni più interessanti, riguarderebbe la quota 100, secondo la quale si potrebbe anticipare l’età di pensionamento se la somma degli anni di lavoro e dell’età del contribuente risulta essere per l’appunto cento.

Fra le altre novità vi sarebbero il prepensionamento senza penalizzazioni dei dipendenti in esubero della pubblica amministrazione e delle province, e un nuovo ddl per il contributivo donna, per il quale le donne lavoratrici potrebbero optare per il pensionamento a 60 anni, con la possibilità di accumulare contributi anche in periodi particolari, quali la maternità.

Tuttavia non saranno toccate le cosiddette pensioni d’oro. Almeno non secondo Carlotta De Franceschi, consigliere economico di Renzi, contraddicendo quanto già preannunciato dal premier, dal presidente dell’Inps Boeri e dal ministro Poletti, i quali invece continuano a rilanciare sul ricalcolo contributivo.

Certo è che, aldilà delle promesse e delle strategie per le riforme, il fronte pensioni rischia di diventare il nuovo grattacapi per il governo.

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