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Impresentabili: Rosy Bindi condanna De Luca, ma la lista non è stata votata

Rosy Bindi ieri ha presentato la lista degli impresentabili in vista delle elezioni. Ha inserito De Luca e ciò ha scatenato il caos nel partito, ma ecco un retroscena: la Commissione Antimafia non ha votato quei nomi.

Grane in casa Pd. Le polemiche riguardano ancora una volta i cosiddetti impresentabili, i candidati delle liste a sostegno del Partito Democratico che – per usare un eufemismo – stanno provocando qualche perplessità. Ieri, all’anti-vigilia delle elezioni, la questione ha fatto un salto di qualità. Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, ha letto un documento in cui venivano ufficialmente dichiarati impresentabili 17 candidati.

Nella lista – è questa la notizia – figura anche l’aspirante governatore della Campania De Luca. Nel partito è scoppiato il caos. I più espliciti parlano di utilizzo strumentale del lavoro di commissione e nello specifico di un utilizzo finalizzato ad attaccare un avversario interno. Le critiche a Rosy Bindi, che oggi più che mai appare sola contro tutti, sono giunte anche da alcuni membri della Commissione, che nelle ultime ore hanno parlato di comportamento arbitrario, frutto di decisioni tutt’altro che collegiali.

A fare la voce grossa è ovviamene Matteo Renzi, che ieri sera dal palco di Ancona (dove ha chiuso la campagna elettorale, ha tuonato: “L'Antimafia è un valore per tutti, non puà essere usata in modo strumentale, è il luogo dove tutti devono potersi riconoscere. La mafia non è un tema da campagna elettorale, va combattuta giorno dopo giorno”.

Poco prima aveva suscitato scalpore la dichiarazione di Ernesto Carbone, membro della Commissione Antimafia. In sintesi, ha rivelato un retroscena (che va a favore dei renziani): la lista letta da Rosy Bindi non è stata votata dalla Commissione. Dunque, ha fatto tutto lei. Gravi le accuse di Carbone, lanciate sul suo profilo Twitter: “Iniziativa personale, non  discussa, non condivisa in Commisione. Non é la lista dell'antimafia, è la lista di una persona”.

Tutti contro Rosy Bindi, dunque. Fa specie, in particolare, il silenzio dei cosiddetti “compagni di corrente”, ossia il gruppo – ormai sparuto – di democratici in aperto scontro con il premier e segretario del Pd.

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