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Immigrazione: Roberto Maroni alla Camera snocciola le proposte della Lega Nord

Roberto Maroni in audizione alla Camera dei Deputati ha esposto le proposte della Lega Nord. Sul tavolo, blocco navale e sospensione del trattato di Schengen

Roberto Maroni oggi è stato accolto alla Camera dei Deputati in una audizione speciali. Al centro del suo discorso, il problema dell'immigrazione. Da parte sua, alcune richieste - come la sospensione del trattato di Schengen - e alcune proposte - come il blocco navale e la costruzione di un gigantesco centro profughi in Libia.

Roberto Maroni ha inizialmente descritto il fenomeno. Nonostante da più parti si levino voci di protesta contro l'approccio della Lega Nord all'immigrazione, la descrizione offerta dal governatore della Regione Lombardia non si distanzia da quella offerta in questo periodo dal centrosinistra.

Anche lui, almeno nel suo discorso, ha messo in primo piano l'emergenza umanitaria: "Se questa non è un'emergenza umanitaria, non so cosa essa sia. Si parla di mezzo milione di persone pronte a partire: è un numero incredibilmente alto, una cifra straordinariamente elevata".

Il pragmatismo, però, in questi casi è d'obbligo. Dunque occorre pensare alle soluzioni. Roberto Maroni non ha chiosato gli ultimi interventi del suo segretario federale, Matteo Salvini, secondo cui è necessario bombardare i barconi (ovviamente vuoti) in modo da non far partire gli immigrati e sopprimere il traffico scafista. Secondo l'ex ministro dell'Interno, è utile piuttosto imporre un blocco navale. Si otterrebbe lo stesso risultato senza il rischio di scatenare una guerra.

Un'altra soluzione sarebbe quella di organizzare un enorme campo profughi in Libia, in modo da distinguere direttamente in terra africana i richiedenti asilo dagli immigrati "economici", ossia coloro che si spostano semplicemente per cercare una condizione di lavoro migliore. D'altronde questa soluzione era stata adottata ai tempi della Primavera Araba in Tunisia e aveva funzionato.

Si tratta di soluzioni adottabili? Il dibattito è ancora aperto e in grado di riscaldare gli animi. Non è un caso che le prime reazioni siano giunte già dopo pochi minuti. Il primo a parlare è stato il Cardinale Bagnasco, Vescovo di Genova, il quale ha accusato Roberto Maroni di alimentare la paura verso il migrante.

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