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Il Governo vuole sopprimere il reato di clandestinità

Il Governo ha deciso di cancellare il reato di clandestinità

Il reato di clandestinità, previsto dall’articolo 10 bis del Testo unico sull’immigrazione introdotto nel 2009, ai tempi in cui era ministro dell'interno Roberto Maroni, verrà abolito in base all’intervento sulla depenalizzazione previsto dal Consiglio dei ministri. Il testo sul  reato di clandestinità, prevede per centro chiunque entri nel nostro Paese in modo illegale, un ammenda da 5mila a 10mila euro oppure da uno a cinque anni di reclusione.


A breve il governo dovrà varare la delega per la depenalizzazione di diversi reati e tra cui vi è anche il reato di immigrazione clandestina. Il nuovo decreto prevede invece che non ci sia più un'ammenda da pagare o la reclusione in caso di clandestinità, ma resta in vigore il provvedimento di espulsione dal Paese deciso dal prefetto.

Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando che sostiene tale decreto, già da tempo aveva sottolineato come l'introduzione del reato di immigrazione clandestina, non abbia avuto alcun effetto deterrente, dato che i migranti non leggono solitamente la Gazzetta Ufficiale.

Contro il decreto legislativo di Orlando,  si è schierato il ministro dell'interno Angelino Alfano che ha recentemente affermato che non vi è un cessate allarme che potrebbe giustificare il ripiegamento, aggiungendo che non è politicamente opportuno retrocedere. Dal cantro suo Roberto Maroni, ha espresso i suoi dubbi sul nuovo decreto per abrogare le norme sul reato di clandestinità, scrivendo di recente sui social: "Prepariamoci all'invasione, cosedamatti”.

 

In una recente intervista, il procuratore nazionale anti-mafia e anti-terrorismo Franco Roberti si è schierato a favore della cancellazione del reato di clandestinità, dichiarando in merito: “Non v’è dubbio che è molto più utile per le indagini e per accertare la responsabilità di soggetti colpevoli di traffico organizzato di migranti poter esaminare i clandestini solo come persone informate sui fatti, con riflessi positivi sulla speditezza, efficacia e legittimità delle indagini contro i trafficanti” anziché come indagati di immigrazione clandestina”.

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