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Guerini smentisce il calo degli iscritti al Pd

30 novembre 2015

Lorenzo Guerini ha smentito il calo del numero degli iscritti al Pd

Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd in merito alle  recenti polemiche circa la diminuzione del numero degli iscritti al partito democratico, ha dichiarato che nel nostro Paese, vige l' abitudine a misurare il ‘successo’ di un partito politico in base al numero di iscritti, ma in realtà oggi la militanza dentro una forza politica si esprime in modi diversi. Guerini ha affermato che la campagna del tesseramento nel 2014 si è chiusa con quasi 370mila adesioni, e quindi quest’anno il partito è perfettamente in linea con quella cifra.


Guerini in merito al calo del numero degli iscritti al Pd ha dichiarato: "Non si tratta di disaffezione siamo noi che stiamo razionalizzando il quadro. Non è solo questione di costi, anzi. Se c’è un circolo con tre iscritti, magari lo facciamo fondere con quello del paese vicino. A me interessa che quei tre militanti possano partecipare, riunirsi e discutere di politica”.


In risposta a quanto ha di recente dichiarato Nico Stumpo, ha ribadito che gli iscritti al partito nel 2012 gli iscritti erano 477mila e non 800mila. Per quanto riguarda invece il calo delle sezioni, il vicesegretario del Pd ha affermato che si tratta di una decisione voluta per razionalizzare il quadro nazionale. In merito al calo del tesseramento dei giovani, Guerini sostine che ciò non sia indice di disaffezione e disinteresse politico, perchè vi sono molti giovani che partecipano alle iniziative e dibattiti del Pd anche senza avere la tessera del partito.


Circa le primarie il vicesegretario Guerini ha dichiarato che queste non vanno utilizzate come mezzo per  regolare conti interni  ma come strumento per coinvolgere sempre più elettori e vincere le elezioni. In merito alla ricandidatura degli ex sindaci, egli ha affermato che al di là del loro operato non ha senso riproporli. Il Pd vuole far emergere figure innovative sulla scia  della novità rappresentata dal Pd di Renzi, precisando l'intenzione del partito di continuare a  lavorare con Sel a Milano, Torino, Bologna e Cagliari.

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