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Europol : “L'Isis sta programmando attacchi su larga scala in Europa”

25 gennaio 2016

Rob Wainwright ha dichiarato che l'Isis intende lanciare attacchi su larga scala in Europa

Il direttore dell'Europol Rob Wainwright, durante una recente conferenza stampa,  ha lanciato l'allarme circa degli attentati su larga scala in Europa da parte dell'Isis.

Egli ha reso noto che vi sono  tutte le ragioni per aspettarsi che terroristi che si ispirano all’Isis o un altro gruppo terroristico ispirato da motivi religiosi, possa condurre di nuovo un attacco in Europa, ed in particolare in Francia.


L'agenzia per la lotta al crimine dell'Unione Europea, dopo aver avvertito i vari ministri presenti oggi alla riunione ad Amsterdam, ha sottolineato che per fronteggiare tale pericolo occorre che tutti i Paesi Ue lavorino per prevenire futuri attacchi terroristici.

Per l'Europol, il Califfato ha sviluppato delle nuove capacità di combattimento, aggiungendo che dei circa 5mila cittadini europei "radicalizzati" che sono andati ad addestrarsi in Siria e Iraq, sono molti quelliche poi sono ritornati nella propria nazione. Secondo l'Europol,  l'Europa si trova di fronte alla minaccia terroristica più significativa degli ultimi 10 anni e oltre, gli attentati di Parigi e l'aumento del numero di combattenti stranieri rappresentano la nuova sfida per gli Stati europei.

Dopo il recente arresto del marocchino radicalizzato residente a Cosenza, indagato per presunta appartenenza ai foreign fighters dell'Isis,  il ministro Angelino Alfano ha dichiarato di esser molto orgoglioso per l'efficacia delle nuove norme , che premiano il lavoro svolto dalle delle forze dell'ordine e offrono nuovi strumenti ai magistrati. Egli ha inoltre sottolineato come tale caso rilevi come internet sia utilizzata dall' Isis per reclutare manovalanza di morte e avviare processi di autoradicalizzazione.

Dal rapporto dell'Ufficio di Polizia Europeo, emerge che vi sono circa  3700 i “foreign fighters” schedati nei database dell’Intelligence. Dai dati raccolti si evince tra questi combattenti, uno su cinque soffre di una malattia mentale, mentre l’80% ha avuto precedenti penali.

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