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Elezioni GB. Cameron verso la riconferma

I laburisti perdono troppo terreno; vittoria sicura dei conservatori. Flop Ukip, sorpresa degli Indipendentisti Scozzesi

Lo scrutinio dei seggi in Gran Bretagna, che si è protratto fino a questa mattina, sta veramente per concludersi, lasciando agli esperti del settore più vecchie conferme che sorprendenti avvicendamenti. Vincono i conservatori di David Cameron, che fino a ieri erano stati affiancati in un testa a testa con il Labour Party di Ed Miliband.

Fino a buona parte della giornata di ieri, la parità ai seggi fra i due partiti aveva fatto paventare un tipo d empasse politico che ben si addice alla nostra storia elettorale, ma non certo al sistema politico inglese, che ha dovuto affrontare ben poche volte delle situazioni di stallo. Invece tutto si è risolto con estrema cristallinità, man mano che venivano scrutinati i voti dei circa 30 milioni di elettori che si sono recati alle urne (circa il 66% di affluenza).

Quello dei laburisti è un vero e proprio tracollo, che potrebbe costare le dimissioni di Ed Miliband: i laburisti prenderanno infatti 232 seggi della Camera dei Comuni, secondo le ultime proiezioni, lasciando al Tory la maggioranza assoluta dei posti in parlamento (secondo le stesse proiezioni, i conservatori  metteranno le mani su 325 seggi). Previsioni inaspettatamente favorevoli per i conservatori , e quanto mai deludenti per i laburisti, che quindi resteranno all’opposizione.

Fra le sorprese delle elezioni britanniche vanno segnalati almeno due dati. Rovinoso flop del partito anti europeista di  Nigel Farage, Ukip, arrivato ad avere il 9% dei voti totali espressi, ma che conquisterà molto probabilmente solo due seggi, malgrado le aspettative, secondo le regole del sistema elettorale britannico (uninominale secco).

D’altra parte, l’altra grande sorpresa è l’exploit del Snp, il partito indipendentista scozzese, che lo scorso anno aveva visto fallire il mito dell’indipendenza, quando il referendum non raggiunse il quorum necessario ad una svolta epica per la geopolitica nord europea. “Il leone scozzese ha fatto sentire il suo ruggito” ha dichiarato soddisfatto Alex Salmond, ex leader del partito secessionista che oggi entra nel parlamento inglese con ben 56 deputati.

I dati delle proiezioni potrebbero variare di ben poco (siamo ormai agli sgoccioli); ma, seggio più seggio meno, queste elezioni sono ormai un trionfo dichiarato per i conservatori inglesi.

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