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Doppia infrazione per l'Italia

28 aprile 2016

La Commissione Europea ha imposto una doppia infrazione all'Italia

La Commissione Europea, in base all'art. 258 del trattato sul funzionamento dell'Ue , ha infrazionato il nostro paese  per la gestione delle scorie radioattive e limiti a sperimentazione sugli animali. Per risolvere la questione il nostro Paese dovrà adeguare la legge italiana alle direttive europee.


L'Italia è uno dei pochi paesi dell'Unione Europea che non ha ancora un propio deposito nazionale per le scorie nucleari e radioattive prodotte quotidianamente dalle industrie. In Italia com'è noto si deve ancora trovare un sito per i rifiuti radioattivi, seguendo le direttive imposte dal D.lgs. n.31 del 2010, in base al quale si stabiliscono gli elementi per avviare il percorso di localizzazione del sito idoneo allo stoccaggio di tali rifiuti.

Il primo stadio della procedura di infrazione, da parte dalla Dg Energia della Commissione, è scattato per via del ritardo con cui il programma nazionale per l’attuazione della politica di gestione del combustibile esaurito e dei combustibili radioattivi è stato inviato alla Commissione Europea.


L'infrazione per la tardiva comunicazione delle misure per l'attuazione della direttiva per il trattamento dei rifiuti radioattivi, che dovevano arrivare entro agosto 2015, sono giunte solo a febbraio 2016, e tra l'altro mancano a valutazione ambientale strategica e la la consultazione pubblica sui siti di stoccaggio.


Per quanto concerne la seconda infrazione, per la Commissione Eu la legge italiana per la protezione degli animali utilizzati a fine scientifici,  pone "limitazioni eccessive" al loro utilizzo penalizzando la ricerca in Italia. Tali stringenti limitazioni, relative al decreto legislativo 26/2014, sono state segnalate più volte alla Commissione dagli enti di ricerca italiani, che sono penalizzati rispetto ad altri paesi con limiti alla sperimentazione sugli animali  più ampi.

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