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Bondi paragona Berlusconi al Conte Ugolino

Sandro Bondi parla del berlusconismo e paragona il Berlusconi al Conte Ugolino

Sandro Bondi, senatore nel gruppo di Denis Verdini, in una recente intervista, ha commentato il suo passato di uomo politico di spicco di Forza Italia, ed ha parlato del suo rapporto politico con Silvio Berlusconi definendosi un cortigiano pentito.

Il senatore Bondi in merito alla sua decisione di lasciare il suo impegno politico, ha inoltre dichiarato: “Sono  un reduce di tante battaglie e di tante passioni, un uomo ormai vecchio e superato, oggi che in Italia e in Europa è in atto un grande rinnovamento generazionale di cui Renzi è una delle espressioni”.

Bondi ha reso noto che l'ex premier Berlusconi, li lasciava giocare con la politica e con le idee, fino a che non giungevano a toccare la sostanza dei suoi interessi e del suo potere. Poi ricordando l'episodio in cui quando ai tempi era ministro,  in merito alla sua proposta di creare un canale televisivo pubblico dedicato alla cultura senza pubblicità,  il governo Berlusconi sostenne che per far fronte alla disperata situazione economica e finanziaria del paese, la soluzione era quella di dare vita a un governo tecnico sostenuto anche da Forza Italia.

L' ex coordinatore di Forza Italia, ha dichiarato che Berlusconi è stato brillante all'opposizione ma  fallimentare nell'arte di governare e nel portare a compimento quegli accordi politici che avrebbero cambiato in meglio il Paese. Egli paragona Berlusconi al Conte Ugolino, che nella Divina Commedia ha divorato il cranio dei suoi figli. Bondi però precisa che vi è una grande differenza tra lo sguardo di disperazione del Conte Ugolino e quello sadico di Berlusconi.


Nella sua intervista, l'ex ministro della cultura  Bondi parla anche del patto del Nazareno, affermando che è stato tutto merito di Verdini, se  Berlusconi è rientrare in gioco, perché ha ottenuto da Renzi un riconoscimento politico non scontato e dovuto. Per Bondi, Berlusconi ha sprecato l'opportunità concessagli di lasciare una memoria positiva del suo ruolo nella storia d’Italia.

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