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Boldrini: "Non si bombarda senza sapere cosa accade dopo"

La Boldrini in merito alla situazione in Siria ha dichiarato: "Non si bombarda senza sapere cosa accade dopo"

La presidente della Camera Laura Boldrini, durante la seconda giornata dell’assemblea parlamentare della Nato tenutasi al Palazzo Vecchio di Firenze, ha parlato della situazione in Siria. La riunione del Gruppo Speciale sul Mediterraneo e il Medio Oriente dell'Assemblea parlamentare Nato, organizzata dal Presidente della Delegazione italiana all'Assemblea Nato, Andrea Manciulli è stata incentrata su diverse tematiche, come il terrorismo internazionale, le prospettive energetiche nell'area MENA, della crisi dei rifugiati, delle guerre civiche in Libia, dell'Iran, dei rapporti tra l'Europa con il Medio Oriente e del  finanziamento del terrorismo.


Durante il vertice Nato a cui erano presenti numerosi parlamentari provenienti da oltre 40 europei, in merito alla situazione in Siria, la Boldrini ha dichiarato che l'Italia ha assunto una posizione molto saggia, frutto delle passate esperienze, perché per la Boldrini non si deve bombardare senza sapere cosa succederà dopo, quindi si auspica in un accordo di tipo politico.


La Boldrini ha aggiunto che occorre piuttosto lavorare sul piano negoziale per portare avanti la guerra contro il terrorismo, come per esempio tagliando i finanziamenti ai terroristi, ostacolando il loro traffico di armi , non acquistando il petrolio che viene estratto dai territori controllati da Daesh, e monitorando il web, quindi muovendosi su diversi livelli. Poi sul tema dell'immigrazione,  ha ribadito che rifugiati non sono una minaccia alla sicurezza del Paese e che occorre agire ed elaborare la giusta strategia politica.


Federica Moncherini, nel suo intervento in videoconferenza in merito all'Isis o Daesh, ha dichiarato: “Non è una guerra di religioni, ma una sporca guerra di potere, non c'è nulla di religioso ma il tentativo si strumentalizzare la religione. Bisogna individuare esattamente chi è un avversario per tutti e chi non lo è. Individuare i bersagli è fondamentale per avere successo. L'Ue non è coinvolta direttamente nella dimensione militare ma fa parte della coalizione globale contro Daesh".

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