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Approvata la modifica ai voucher lavoro

11 giugno 2016

Il Cdm ha approvato il decreto correttivo del Jobs act, tra cui la modifica ai voucher lavoro

Il Consiglio dei Ministri, nelle scorse ore ha approvato le modifiche ai decreti del Jobs Act,  tra cui figura la tracciabilità dei voucher nel lavoro accessorio.

Il nuovo provvedimento sulla tracciabilità del buono lavoro, ha il fine di frenare il boom dei voucher, che nel primo trimestre 2016 sono arrivati a 31,5 milioni.

In base alle nuove disposizioni di legge,  i committenti imprenditori non agricoli o professionisti, che ricorrono a prestazioni di lavoro accessorio, almeno 60 minuti prima dell'inizio della prestazione, devono comunicare tramite sms o mail, alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, i dati anagrafici del lavoratore che riceverà il buono lavoro, il luogo e la durata della prestazione.

Per quanto riguarda gli obblighi dei committenti agricoli, quest'ultimi devono comunicare, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 7 giorni.In caso di violazione degli obblighi di comunicazione, si prevede una sanzione che va da 400 a 2.400 euro, per ogni lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione.


Confagricoltura Liguria, in merito al nuovo decreto legislativo sui voucher per il lavoro, ha affermato che ci sono due aspetti positivi nel decreto, ovvero il fatto che il Governo ha tolto per l’agricoltura il tetto massimo dei 2.000 euro, e che la comunicazione da parte del datore di lavoro agricolo, della prestazione soggetta a voucher potrà essere registrata a sette giorni. 

Per il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, l’operazione tracciabilità piena dei voucher conferma l’impegno del governo contro l’illegalità e la precarietà. Dal canto suo, per Coldiretti le modifiche introdotte con l’estensione del limite a 7000 euro per l’utilizzo in agricoltura dei voucher unitamente al limite dei sette giorni per la durata massima della singola prestazione, rappresentano una risposta positiva alle esigenze di trasparenza del settore agricolo.

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