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Al dibattito USA dei repubblicani Trump attacca Fiorina e George W Bush

17 settembre 2015

L'incontenibile arroganza di Donald Trump, in corsa per la presidenza per la Casa Bianca, non si ferma neanche fra i suoi compagni di partito, a riprova che quest'uomo ne ha davvero 'per tutti'. Ieri si è infatti svolto un dibattito incrociato all'interno del partito, simbolicamente svolto davanti all'aereo presidenziale che fu di Ronald Reagan, forse il presidente repubblicano più conosciuto di tutti i tempi.

Gli undici candidati del partito repubblicano si sono scontrati per ben tre ore davanti alle telecamere, in uno 'show' che ha dimostrato ancora una volta l'arroganza e la presunzione di Donald Trump. Non c'è che dire dal punto di vista dell'intrattenimento, in quanto il miliardario americano ha coinvolto tutti con la sua verve e il suo spirito, ma si è spinto un po' troppo in là con le sue affermazioni verso l'ex CEO di Hp Fiorina e anche contro George W. Bush, colpevole a suo parere di aver favorito l'elezione a presidente di Barack Obama.


Dopo l'ennesima battuta sessista di Trump, Carly Fiorina ha chiesto al pubblico se avrebbero votato uno 'con quella faccia'. Pronta è arrivata la riposta del magnate, che ha detto di Fiorina 'E' una bella donna, con un bel viso, ma non le affiderei nemmeno una delle mie società, è il peggior CEO della storia'. Dove il magnate non ha potuto arrivare con i suoi commenti sessisti si è spinto quindi attaccando il lavoro di una donna, che potrebbe essere anche discutibile, ma che non va certo denigrato in questo modo davanti all'opinione pubblica.


Anche perché Mr Trump ha più di una cosa da nascondere, in quanto il suo armadio sembra essere bello pieno di scheletri che riguardano le sue speculazioni finanziarie, le sue azzardate manovre economiche e anche il fallimento di tante sue creazioni. Purtroppo nessuno dei candidati repubblicani alla presidenza ha saputo tenergli testa e il siparietto si è concluso con un 'cinque' fra Jeb Bush e Donald Trump, iconico del carrozzone della politica spiccatamente americano che sta viaggiando in lungo e largo per l'America, un modo di fare politica che (per fortuna) esiste solamente in questo stato del mondo e che fa parte della cultura americana dalla notte dei tempi.

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