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Salvini vuole mandare a casa Renzi

18 gennaio 2016

Salvini ha dichiarato di esser pronto a sfidare Renzi nelle prossime elezioni amministrative

Matteo Salvini in una recente intervista, in merito alla coalizione di centrodestra che alle prossime elezioni amministrative dovrebbe sfidare Matteo Renzi, ha dichiarato di non temere la sfida con Renzi e che la Lega Nord ha già pronti i progetti per vincere.

In merito a ciò, Salvini ha dichiarato di avere una squadra di primo livello, aggiungendo che Renzi rappresenta la minoranza nel Paese e continua a restare al suo posto solo perché c'è un Parlamento truccato.

In  merito al referendum costituzionale del prossimo autunno, leader leghista ha affermato di voler invitare gli altri  a votare no per due ragioni, la prima perché si tratta di una pessima riforma, la più centralista della storia. Il secondo motivo per cui  per  Salvini la riforma non va votata, è perché  lo stesso Renzi ha detto che se perde va a casa, quindi per il leader della Lega si tratta di un occasione irripetibile per fargli  pagare tutte le schifezze che ha fatto e che sta facendo. Inoltre ha aggiunto che la Lega non avrebbe alcun problema a creare un fronte comune del no anche con  gli schieramenti politici opposti.

Di fronte alla recente affermazione di Luca Zaia, che vorrebbe Salvini come candidato premier del Centrodestra, Salvini ha voluto ringraziare il governatore veneto per tali affermazioni, aggiungendo che sarebbe pronto ad affrontare tale incarico e di non temere la sfida col premier Renzi e il M5s. Infine, in risposta a chi lo ha accusato  di non avere esperienze amministrative, Salvini ha ricordato  di aver amministrato Milano per vent'anni,aggiungendo che circa la metà dei ministri della squadra di Renzi non potrebbe amministrare nemmeno il condominio della sua abitazione.

Solo sul piano del governo contro gli assenteisti nella Pa, Salvini si è trovato d'accordo con Matteo Renzi, dichiarando che chi timbra il cartellino e poi se ne va al mare deve essere licenziato in un quarto d'ora, precisando che chi sbaglia deve pagare.

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