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Riconosciuto il bonus bebè ai migranti

20 aprile 2016

Il Tribunale di Bergamo ha riconosciuto il bonus bebè ad una mamma straniera

Il bonus bebè, istituito con la legge di Stabilità 2015, prevede un bonus fino a 160 euro al mese per tre anni ai neogenitori italiani, per quanto riguarda i cittadini stranieri possono averlo solo se titolari di un permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo, di un permesso per asilo o per protezione sussidiaria.

I giudici del Tribunale di Bergamo, Sezione Lavoro ha riconosciuto il diritto del bonus bebè, previsto dalla Legge di Stabilità, ad una mamma di origine albanese priva della carta di di soggiorno.

La sentenza nasce dal caso di un immigrata che ha fatto richiesta all'Inps del bonus bebè, che non ha voluto concederglielo perché non in possesso di del permesso di lungo periodo, ma i giudici hanno condannato l'Inps al pagamento dell'assegno da 2mila euro annuali fino al compimento del terzo anno di età della figlia.

Per i i giudici, la Legge di Stabilità riconosce il diritto di ottenere il bonus bebè ai cittadini italiani, comunitari e stranieri, purché titolari del permesso di soggiorno di lungo periodo, è in contrasto con la direttiva comunitaria 2011/98/UE, che va direttamente applicata nell’ordinamento interno senza necessità di una norma di recepimento. In base a tale direttiva europea, si impone  la parità di trattamento tra i lavoratori stranieri e i cittadini dello stato europeo che li ospita per quanto riguarda il settore della sicurezza sociale.

Nell'ordinanza si legge che condizionare il riconoscimento del bonus bebè, al possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo crea una disparità di trattamento tra cittadini italiani e stranieri che, nel caso in cui questi ultimi siano anche “lavoratori”, viola la direttiva 2011/98/UE, che non prevede alcuna possibilità di deroga, né per le prestazioni non essenziali né per quelle essenziali.

L’avvocato Alberto Guariso dell’Asgi, che ha curato il caso della mamma albanese, ha dichiarato che  il governo e il Parlamento per evitare nuovi ricorsi da parte degli immigrati esclusi dal bonus bebè, devono adeguare la legge alle norme comunitarie.

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