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Renzi: “Niente fondi a chi non accoglie migranti”

19 febbraio 2016

Il premier Matteo Renzi vuole tagliare i fondi ai paesi non solidali con i migranti

Matteo Renzi al summit Ue dedicato al problema dell'immigrazione e della Brexit, ha dichiarato che la solidarietà' fra paesi Ue non può' essere solo nel prendere, o si è solidali nel dare e nel prendere oppure i paesi contributori smetteranno di essere solidali.

Renzi, nella fase d'inizio della programmazione dei fondi 2020, ha affermato che ai Paesi, sopratutto quelli dell'Est, che non accetteranno i migranti verranno tagliati i fondi europei.

Il presidente del Consiglio Renzi ha tuttavia dimostrato una certa comprensione verso l'Austria, che attualmente sta limitando gli ingressi giornalieri, che a suo parere ha fatto molto più di tanti altri Paesi. Poi il premier italiano ha annunciato una intesa con Berlino, dato che Vienna ha più richiedenti asilo dell’Italia, continuerà a lasciar fluire i migranti verso la Germania.

Diversa la posizione di Dimitris Avramopoulos, il commissario europeo alle Migrazioni che ha ritenuto la decisione dell’Austria di imporre un tetto giornaliero di richieste di asilo incompatibile con il diritto internazionale. Il cancelliere Faymann ha ribadito che Vienna resterà sulla posizione assunta, perché è impensabile che l’Austria accolga tutti i richiedenti asilo dell’Europa.

Il portavoce del governo dell'Ungheria, Zoltan Kovacs, dopo il monito di Renzi verso i paesi che bloccano i ricollocamenti dei migranti  da lui definito un ricatto politico, ha ribadito che a suo parere in Europa non c'è spazio per le quote di ricollocamenti per costringere gli Stati membri a farsi carico di un certo numero di rifugiati.

Dal canto suo,  il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker  ha dichiarato la necessità di un approccio europeo e non nazionale alla crisi migratoria,  aggiungendo che tutti gli Stati membri  hanno confermato il loro impegno sui ricollocamenti.

In merito alla questione della Brexit, circa il difficile compromesso con il premier britannico David Cameron, per evitare l’uscita del Regno Unito dall’Ue, Renzi si è dichiarato poco ottimista. Donald Tusk, il presidente del Consiglio Ue ha dichiarato che sono stati fatti dei progressi, ma molto resta ancora da fare.

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