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La Corte di Giustizia annulla tre concorsi Epso

Tre bandi organizzati a Epso sono stati annullati dalla Corte di Giustizia Ue per violazioni delle norme comunitarie.

 

La Corte di Giustizia Ue ha annullare  tre concorsi per la selezione del personale pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea organizzati da Epso, che prevedevano come seconda lingua la conoscenza del tedesco, dell'inglese o del francese, discriminando per l'ennesima volta altre lingue comunitarie come l'italiano e lo spagnolo. La Corte di Giustizia definisce "una discriminazione" l’obbligo nei concorsi per i candidati di scegliere il francese, l’inglese o il tedesco  dato che  "non risulta né oggettivamente giustificato né proporzionato all’obiettivo perseguito dalla Commissione, ossia assumere funzionari e agenti immediatamente operativi".

L’Italia e la Spagna, che hanno fatto ricorso  al Tribunale dell'Unione europea, hanno definito discriminatorie le condizioni di ammissione ai concorsi dell'Epso lamentando  la violazione degli articoli 1 e 2 del regolamento n.1 del Consiglio, secondo cui la  la comunicazione tra i cittadini europei e le istituzioni dell’Unione deve avvenire nella lingua ufficiale del cittadino.

La Repubblica italiana afferma che il procedimento di concorso e la sua lingua di comunicazione sono «gli elementi costitutivi di un rapporto intersoggettivo di natura costituzionale tra il cittadino interessato e l’Unione. La lingua del concorso deve essere quella propria del cittadino». Infatti tutti i cittadini europei hanno il diritto di rivolgersi alle istituzioni dell'Unione utilizzando una qualunque delle 23 lingue ufficiali e di ricevere le risposte delle istituzioni nella stessa lingua.


A tal riguardo, il vicepresidente dell'Europarlamento, Antonio Tajani, ha dichiarato: "Non è la prima volta che la Corte condanna la Commissione per questo tipo di azioni, che infrangono le norme vigenti e costituiscono una discriminazione di tipo linguistico. Nonostante ciò, in occasioni precedenti, Epso ha mantenuto senza modifiche le sue pratiche discriminatorie". Il Tribunale dell'Unione Europea, già in altre due sentenze del 2013  aveva annullato altri 4 concorsi Espo sempre per lo stesso motivo.Tajani ha dunque presentato  al Consiglio e alla Commissione un'interrogazione scritta circa le misure da adottare per far sì che  l'ente rispetti le norme comunitarie e non commetta più tali ripetute infrazioni.

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