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Italicum: ricorsi depositati in 15 Corti d’appello

26 ottobre 2015

Contro la nuova legge Italicum da poco varata, sono stati presentati ricorsi in 15 Corti d’appello

La nuova legge elettorale Italicum, ha suscitato numerosi ricorsi depositati  in una quindicina di Corti d'appello, tra cui figurano: Roma, Milano, Venezia, , Genova,  Torino, Trieste, Perugia, Firenze, Bari, Napoli, Catania. A raccogliere i ricorsi contro la nuova legge, è il coordinamento Democrazia costituzionale che ha dichiarato in merito:  "tra il 2 e il 6 novembre  saranno presentati ricorsi contro l'Italicum in tutti i tribunali dei distretti delle Corti d'appello". L'iniziativa voluta dal Cdc sarà presentata durante una conferenza stampa che si terrà a Montecitorio il prossimo 29 ottobre alle 14.30.


Al centro delle polemiche  vi sono due elementi fondanti della nuova legge elettorale che sono:  il premio di maggioranza assegnato alla lista che supera il 40%, che consente a un partito di trasformare una minoranza in una maggioranza schiacciante, ed il ballottaggio senza soglia previsto invece tra i due partiti più votati se nessuno supera quota 40%. Se si dovesse raggiungere il 39,9% dei voti deve comunque andare a ballottaggio, le norme sulle minoranze linguistiche  non consentono la rappresentanza di tutte le minoranze riconosciute, ma solo di alcune.

Mauro Beschi, referente del Coordinamento a Roma ha elencato i 5 i punti di criticità che presenta l’Italicum : “delegittima la Corte costituzionale; ogni premio di maggioranza espresso in una percentuale minima di seggi, anche se prevede una soglia, non supera la contraddizione fondamentale che è tanto più consistente quanto minore è il consenso elettorale della lista beneficiaria”.

Per il Cdc l'Italicum è "una legge voluta da una minoranza che si trasforma in maggioranza grazie ad uno sproporzionato "premio" simile a quello del Porcellum, precedentemente bocciato per incostituzionalità". La grande preoccupazione del coordinamento Democrazia costituzionale è "che la rottura dei meccanismi di equlibrio tra i poteri che queste riforme comportano, hanno determinato una mobilitazione a livello nazionale per contrastarle".

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