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Al via la missione Nato sull'Egeo

11 febbraio 2016

La Nato interverrà nella gestione dell'emergenza migranti sul Mar Egeo

La Nato in risposta alle richieste di Turchia, Grecia e Germania, ha deciso di partecipare alle  operazioni navali nel Mare Egeo, al fine di frenare i flussi migratori e porre fine al traffico di esseri umani.

I tre Paesi che hanno stipulato la missione Nato nell’Egeo, ossia Germania, Grecia e Turchia, hanno sottolineato l’importanza di agire velocemente perché ci sono delle vite in gioco.

Il segretario alla Difesa Usa Ashton Carter, ha dichiarato  che il flusso inarrestabile di persone che scappano dalla guerra per venire in Europa, di cui molti muoiono in naufragi, rappresenta un’emergenza per i paesi che li ospitano. Il capo del Pentagono, dopo la sessione della ministeriale difesa dedicata alla richiesta di intervento presentata dalla Turchia, ha affermato che il primo obiettivo della missione militare nell’Egeo,  consiste nel riportare i migranti salvati sulle coste turche, ma sopratutto lottare contro i trafficanti di esseri umani che sfruttano la povera gente.


Ashton Carter ha aggiunto che gli Stati Uniti, per sostenere la crisi migratoria,  hanno quadruplicato gli investimenti portando a 3,4 miliardi il finanziamento, aumentando il focus sulla deterrenza contro l’aggressione russa aggiungendo che si aspettano la stessa cosa dagli alleati europei. Il segretario della Difesa americana ha pure elogiato Turchia, Germania e Grecia che unitamente hanno avanzato tale proposta, aggiungendo che per la gestione della crisi occorrerà l'approvazione del Consiglio Atlantico, il principale organo decisionale dell’organizzazione.

Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, ha dichiarato in merito alla crisi dei migranti nel Mar Egeo, ha dichiarato: "In dicembre l'Alleanza ha concordato un pacchetto specifico di misure di sicurezza per la Turchia, che include aerei radar Awacs, controllo degli spazi aerei, aerei per il pattugliamento navale e un'accresciuta presenza navale nel Mediterraneo”.

La nuova missione militare sul Mar Egeo, dovrebbe agevolare la Grecia, che ha tempo fino a maggio per mettere a punto una strategia efficace di difesa dei confini marittimi e terrestri per far fronte all'enorme afflusso di profughi provenienti dalla Turchia.

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