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Volkswagen riduce i costi e chiude stabilimenti

La situazione di casa Volkswagen in seguito allo scandalo delle centraline truccate costringe il colosso tedesco alla riduzione dei costi di produzione oltre che alla chiusura di alcuni stabilimenti mentre dall'Australia giungono nuove sanzioni.

Volkswagen annuncia il taglio di costi e varie chiusure per difendere il proprio rating in previsione delle ripercussioni causate dalla scoperta dei loro trucchi sulle vetture TDI 2.0. Dall'Australia intanto arrivano nuove e preoccupanti sanzioni.
Pesanti parole quelle che provengono dal Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, in merito alla situazione di casa Volkswagen, l'azienda automobilistica al centro di uno scandalo di caratura internazionale per via delle emissioni truccate sulle loro vetture.
Il politico dichiara apertamente che la casa automobilistica non sarà mai più la stessa, rivelazioni conseguenti l'annuncio del marchio di Wolfsburg relativo all'avvio di una serie di misure atte a raggiungere un immediato quanto effettivo taglio dei costi.

Una delle prime manovre finanziarie di casa Volkswagen sarebbe quello di terminare alcuni impianti così da evitare l'inevitabile downgrade attuato da agenzie di rating che alla lunga porterebbe all'innalzamento dei costi dei finanziamenti rendendo ardue le manovre di riparazione.

A peggiorare la situazione della fabbrica di automobili, come se non bastasse la decisione di ritirare 100.000 vetture dalla Corea del Sud, arriva l'annuncio australiano secondi cui il loro Governo ha deciso di multare il colosso tedesco per una somma di 1,1 milioni di dollari australiani pari a circa 700mila euro.

La multa non sarebbe complessiva bensì riguarderebbe ogni singola vettura immatricolata nel continente australiano equipaggiata con una delle centraline truccate incriminate. L'Australia attende i dati ufficiali di Volkswagen sul numero di automobili vendute nel loro Paese al fine di redigere una multa equa. Secondo le prime stime, trattasi di circa 50.000 unità coinvolte per un controvalore di multa totale pari a 35 miliardi di euro.

La lotta allo scandalo interessa anche il Parlamento Europeo dove a breve ci sarà un incontro atto a valutare il punto di vista del Governo tedesco in merito alla situazione attuale e agli atti da intraprendere per accertare che in futuro non possa ripetersi la stessa situazione.

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