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Tassi Usa, la Banca Mondiale: "Ritardare la stretta monetaria o saranno guai"

La Banca Mondiale si è espressa sul rialzo dei tassi Usa e ha consigliato caldamente la Fed di rinunciare, almeno per quest'anno, alla stretta monetaria.

L'economia degli Usa sta galoppando. La crisi è ormai alle spalle, dunque anche la necessità di mettere in campo misure di politica monetaria troppo accomodanti. Un rialzo dei tassi sta quindi nella natura delle cose. In discussione, però, sono il "quanto" e i "quando", che rappresentano due nodi fondamentali da sciogliere.

Gli analisti cercano da qualche mese di prevedere il giorno esatto, o almeno il periodo, in cui la Fed dichiarerà il rialzo dei tassi. A ogni opinione che viene diffuse gli umori della borsa cambiano, a dimostrazione che l'argomento è molto sentito.

Non potrebbe essere altrimenti: ritoccare i tassi vuol dire intervenire "quasi direttamente" nell'economia reale, oltre che sui rendimenti di un numero enorme di strumenti finanziari. Senza considerare il fatto che dall'economia Usa dipendono le economie dell'Occidente (come minimo).

Le previsioni parlando di settembre, massimo ottobre. Sarebbe il primo rialzo dopo otto anni, ossia dall'inizio dalla comparsa delle prime avvisaglie di crisi. E' passato tanto tempo, quindi, ma c'è chi crede non ne sia passato abbastanza. Tra questi spicca una voce autorevole: la Banca Mondiale. L'istituto ha diffuso il suo parere in merito nel Global Economic Prospect 2015, un documento redatto ogni due anni che in genere non interviene nelle decisioni delle autorità finanziarie. Se in questa occasione lo ha fatto, ci sarà un motivo valido. E il motivo ha a che fare con i presunti danni di un rialzo dei tassi troppo frettoloso.

E' proprio questa la tesi della Banca Mondiale: se la Fed alzerà i tassi in autunno, come quasi tutti pensano che faccia, allora l'economia degli Usa peggiorerà, dal momento che la crescita è sì numericamente sufficiente, ma ancora troppo debole, poco strutturata. In un certo senso, a uno stato embrionale.

Il consiglio della Banca Mondiale e di posticipare di almeno sei mesi la stretta monetaria Il periodo consigliato è metà 2016.

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