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Record per le esportazioni di vino

L'Italia si classifica il più grande esportatore globale di vino

Record storico delle esportazioni di il vino italiano, che nel 2015  ha raggiunto il valore di 5,4 miliardi con un aumento del 575% rispetto a 30 anni fa quando erano risultate pari ad appena 800 milioni di euro.


Secondo quanto hanno reso noto la Coldiretti e la Fondazione Symbola sulla base del dossier 'Accadde domani. A 30 anni dal metanolo il vino e il made in Italy verso la qualità'', dopo lo scandalo del 1986 per dei casi di avvelenamento di vino al metanolo, oggi l'Italia è il più grande esportatore mondiale di vino. Nel'1986 la quota di vini DOC e DOCG rappresentava il 10% della produzione mentre oggi è pari al 35%, una percentuale che sale addirittura al 66% se si considerano anche i vini IGT.


Maurizio Martina, ministro delle politiche agricole dopo aver sottolineato come trent'anni fa il vino italianofosse morto, ha affermato che qualla odierna è una storia di successo, aggiungendo che la parabola del vino insegna che si può risorgere, con l'innovazione, la riorganizzazione e le capacità di squadra.

Dai dati raccolti da Coldiretti, emerge che gli Stati Uniti  sono divenuti il primo mercato del vino Made in Italy con un valore di esportazioni di 1,3 miliardi,  seguiti dalla  che Germania che rimane sotto il miliardo e dal Regno Unito con oltre 700 milioni di euro. Per quanto riguarda i mercati orientali, le esportazioni di vino in  Giappone e Cina sono aumentate rispettivamente del 2% e del 18%.

Il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, ha dichiarato che  la nuova sfida è quella di rafforzare e difendere le posizioni acquisite combattendo la concorrenza sleale dei produttori internazionali. Per lui le contraffazioni e imitazioni dei vini e liquori italiani più prestigiosi, provocano perdite stimabili in oltre un miliardo di euro sui mercati mondiali. Secondo quanto ha dichiarato Moncalvo, un altra preoccupazione riguarda  pur  i tentativi di minare la distintività delle produzioni, come dimostra la recente discussione comunitaria sulla liberalizzazione dei nomi dei vitigni fuori dai luoghi di produzione.

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