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Padoan: “la pressione fiscale cala al 42,4%”

20 ottobre 2015

Secondo le previsioni del ministro Padoan, la pressione fiscale in Italia scenderà al 42,4%.

Carlo Padoan, il ministro dell'Economia in merito ai fini della nuova legge di stabilità ha dichiarato : “Questa manovra segna un cambio di fase. Ai tempi di Ciampi la priorità italiana era il controllo del deficit e l'avanzo primario, oggi il nostro imperativo è il rilancio dell'occupazione e della crescita economica, non senza continuare sulla strada del risanamento”. Inoltre in merito alla questione della pressione fiscale italiana ha affermato: “Sì, grazie a queste misure calerà al 42,4%, il tendenziale precedente era al 44,2%. C'è stata una scelta politica di non includere il taglio delle tax expenditure, ma l'anno prossimo si potrà fare di più anche grazie alla riforma della pubblica amministrazione. Il debito comunque riprenderà dal 2016 a calare, anche se preoccupa l'inflazione bassa. La riduzione della pressione fiscale carattere permanente: nel 2016 disinneschiamo completamente le clausole su Iva e accise per 16,7 miliardi. L'effetto di trascinamento è di 12,2 miliardi. Nel 2017 restano da disinnescare quindi 14 miliardi sui 26 previsti, e nel 2018 circa 19 miliardi sui 29 della clausola. Complessivamente su 72 miliardi di clausole di salvaguardia è già previsto in legge di stabilità un taglio per la metà, vale a dire 36 miliardi nel prossimo triennio”.

Il ministro Padoan ha poi aggiunto: “Questa manovra non sarà respinta dalla Ue, penso che ci potranno essere rilievi, Questa manovra è espansiva e allo stesso tempo di risanamento. Guardiamo i numeri: nel 2016 l'indebitamento netto scende al 2,2% e il debito scende dopo molti anni di crescita. La dimensione espansiva è determinata non solo dall'aggregato, ma dalla composizione , dalle diverse misure: il taglio della Tasi, dell'Imu sugli impianti imbullonati, gli incentivi all'occupazione, la contrattazione di secondo livello, importante perché incide sulla crescita potenziale sia tramite una maggiore produttività sia per l'aumento della domanda tramite un maggior reddito ai lavoratori. E poi c'è il taglio dell'Irap agricola e il bonus per l'edilizia. In sintesi c'è la riduzione della pressione fiscale”.

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