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Ocse- Fao: “Prezzi agricoli relativamente bassi nel prossimo decennio”

4 luglio 2016

Per l'Ocse- Fao nel prossimo decennio i prezzi agricoli saranno relativamente bassi

In occasione della presentazione del rapporto 'Agricultural outlook' 2016-2025,  realizzato da Ocse e Fao, è emerso che il miglioramento della produttività dei raccolti dovrebbe contare per circa l’80% dell’aumento della produzione agricola.

Il rapporto Agricultural outlook 2016-2025, ha evidenziato che  l’attuale periodo di alti prezzi dei prodotti agricoli è con ogni probabilità giunto a termine, prevedendo che nel prossimo decennio  saranno relativamente bassi.

Il segretario generale dell'Ocse Angel Gurría, ha affermato che i mercati di agricoltura stanno tornando a condizioni più stabili dopo un periodo di prezzi insolitamente elevati, un trend che è stato dalle politiche commerciali più moderate dei governi.

In base a quanto ha dichirato Angel Gurria, durante la  presentazione di Agricultural outlook 2016-2025, sebbene stiamo attraversando un periodo di prezzi agricoli tendenzialmente più bassi, non dobbiamo abbassare la guardia perché i cambiamenti nei mercati possono essere repentini.

José Graziano da Silva, direttore generale della Fao ha dichirato che gli agricoltori di tutto il mondo hanno risposto ai prezzi dei prodotti alimentari con un forte aumento dell'offerta, conseguentemente  i prezzi dei raccolti dovrebbero essere relativamente piatti nei prossimi dieci anni.

Il rapporto Ocse- Fao ha sottolineato che la priorità chiave per i governi nel contesto attuale è quella di attuare politiche che aumentino la produttività agricola in maniera coerente e sostenibile, aggiungendo che in futuro occorre indirizzare le politiche agricole sulla strada giusta  per porre fine alla fame e alla denutrizione.

Si prevede che nel prossimo decennio in Africa Sub Sahariana il tasso di denutrizione dovrebbe diminuire tra il 23% e il 19%, ma a causa della rapida crescita demografica in tale regione la maggior parte della popolazione soffrirà la fame.

Ocse e Fao sostengono che il grosso delle esportazioni di beni primari continuerà a provenire da un ristretto numero di Paesi, invece le importazioni saranno molto meno concentrate geograficamente. Il rapporto ribadisce che occorrono mercati ben funzionanti per permettere che la produzione alimentare si trasferisca dalle regioni in surplus a quelle in deficit, migliorando la sicurezza alimentare.

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