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Magri e vegetariani: così l'annuale ritratto economico Coop dipinge gli italiani

5 settembre 2015

Sempre connessi, gli italiani sono leggermente più ricchi, ma aumenta il divario tra nord e sud

L'economia non è solo questione di riforme e di movimenti europei, ma anche di dati che arrivano da enti e aziende che basano i loro budget su queste importanti raccolte di informazioni. Ogni anno Coop, leader nella distribuzione alimentare nel nostro paese, fotografa l'Italia e i consumatori, offrendo un'immagine dei gusti, dei cambiamenti e della situazione economica generale del paese. Puntuale è arrivato in questi giorni il rapporto annuale Coop sullo stato economico degli italiani, il quale evidenzia che dopo sette anni nei quali sono stati persi ben 122 miliardi di euro per il settore, la ripresa sta iniziando, con presupposti completamente diversi rispetto al passato.


Il rapporto parla di 'ripresina', in quanto i dati non enunciano una perdita, ma dimostrano che il paese è lontano anni luce da salti di qualità e aumenti che possono far rinascere l'economia, in particolare quella legata al settore della grande distribuzione. Una ripresa si legge nel grado di soddisfazione degli italiani, in quanto fin dall'anno scorso solo il 40% degli italiani era soddisfatto della propria vita, mentre quest'anno le persone interpellate hanno risposto positivamente nel 52% dei casi.


La soddisfazione è pero legata al sentimento economico e si riflette in abitudini alimentari che hanno modificato letteralmente questo settore. Gli italiani non sprecano più , grazie anche alle massicce campagne di informazione, quindi acquistano il giusto e lo fanno con accortezza, preferendo prodotti più vicini geograficamente e legati al territorio, aumentando la scelta legata alla frutta e alla verdura locali.


Il 20% della popolazione detiene il 38% della ricchezza nazionale e questi dati così importanti rivelano che tante famiglie devono fare i conti con meno di 2mila euro al mese, un fattore che ha portato gli italiani, soprattutto gli under 35 ad impiegare 100 euro al mese in meno nella spesa alimentare. Se vengono analizzati i sette anni di recessione, non si può inoltre non tenere conto del tasso di risparmio pro-capite degli italiani. Nel 2007, l'anno che ha preceduto la recessione, questo tasso di aggirava attorno al 11.7%, un tasso elevato e sintomatico di uno stato sano, mentre l'anno scorso il tasso si è proposto al 9.2%, meglio dell'anno prima ma lontano ancora anni luce dalla condizione pre crisi del 2007.

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