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Inps pubblica nuovi dati sul precariato

13 ottobre 2015

L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale pubblica i dati sul lavoro precario per il periodo gennaio-agosto 2015

Arriva una nuova indagine da parte Inps, l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale che pubblica oggi i dati relativi al lavoro precario per il periodo gennaio-agosto 2015. Si registra una forte crescita di contratti a tempo indeterminato che alzano le lancette di quasi 300% in confronto allo stesso periodo dell'anno 2014. Buone nuove anche per i contratti a termine che aumentano di oltre 29.000 unità.

I dati pubblicati dall'Istituto fanno registrare però numeri negativi per quanto riguarda le assunzioni in apprendistato che, da gennaio ad agosto 2015, se in paragone con lo stesso arco di tempo dello scorso anno, segnano un - 11.744. Aumentano infine le cessazioni, sempre relativamente al periodo dei primi otto mesi del 2014, di oltre 46.000 unità.

Inps scende poi nel dettaglio per esporre i numeri precisi di nuove assunzioni a tempo indeterminato che in questi primi otto mesi del 2015 sono 1.164.866 ovvero ben il 34 percento in più rispetto all'equivalente periodo dell'anno 2014. Il numero di posti di lavoro a termine convertiti poi in contratti a tempo indeterminato sono di 276.000 unità per una percentuale in ascesa corrispondente al 17,4 percento.

L'Istituto Nazione della Previdenza Sociale poi suddivide i dati per regioni, tra le quali, il Friuli-Venezia Giulia è quella che presenta il maggior incremento di assuzioni a tempo indeterminato rispetto alla media nazonale con un valore percentuale pari a un + 84,5. Seguono poi, in ordine, Umbria, Marche, Piemonte, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Liguria, Veneto, Basilicata, Lazio, Lombardia, Toscana, Sardegna.
I dati peggiori arrivano principalmente dal Sud Italia dove Calabria, Puglia e Sicilia vedono incrementi rispettivamente del 17,3, del 16,3 e dell'11 percento.

Proseguendo per tipo di attività, quelle che registrano maggiori incrementi di contratti a tempo indeterminato sono, in ordine, quella estrattiva, poi manufatteriera, forniture di gas ed elettricità e ancora gas, acqua potabile, reti fognarie per arrivare infine a commercio, riparazioni di tipo meccaniche, traporti e alloggi e/o ristorazione.

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