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In Giappone non si mangia pesce, ma l'economia vola con l'export

16 settembre 2015

Molte volte un paese gioca con le importazioni, le quali diventano la fonte primaria del sostentamento nazionale anche se il paese stesso si rivela ricchissimo di risorse proprie. Questo è quanto sta accadendo in Giappone, un paese che dalla notte dei tempi basa la sua alimentazione sul pesce, prodotto esportato in tutto il mondo per la sua qualità e la sua particolarità. Si tratta di un 'giro strano', in quanto i giapponesi hanno abbandonato il pesce locale per esportare il prezioso sushi, che in poche ore può raggiungere ogni parte del mondo e per la prima volta ha visto aumentare le importazioni di carne, in particolare quella di maiale.


Si tratta, per un certo verso, di un controsenso, in quanto il Giappone rischia di essere sommerso dalla produzione di pesce locale, ma varia i suoi consumi preferendo la carne. L'export del pesce in Asia e in tutto il mondo viene però vista in modo favorevole dal governo giapponese, a fronte dell'indebolimento dello yen che facilita non poco le esportazioni, visto che i compratori stranieri possono contare su un pesce di qualità venduto ad un costo inferiore rispetto al passato.
L'export del pesce è stato infatti considerato come una manna da parte del governo giapponese, un settore che dal 1995 è cresciuto del 45% e che vale circa 11.6 miliardi di dollari. Ciò che stupisce è l'inversione di tendenza che si registra nel paese dal punto di vista alimentare, giacché il Giappone potrebbe sostentarsi tranquillamente con il suo pescato interno.


Le generazioni hanno però cambiato idea e gusti, il Giappone è diventato il primo importatore di maiale del mondo e il consumo di pesce annuale è sceso da 40 chili di dieci anni fa a 27 chili. L'export diventa quindi una luce all'orizzonte, un affare che permette all'economia nipponica di respirare e che ha registrato un aumento del 30% dall'inizio dell'anno.


Al contempo, la richiesta di pesce cinese è salita del 6% pro-capite, quindi l'esportazione di pesce dal Giappone alla vicina Cina si rivela essere una panacea per lo Stato giapponese, che può tirare un sospiro di sollievo, sfamare in poche ore gli Stati vicini grazie ai sofisticati sistemi di trasporto e vedersi felice di consumare tutta la carne di maiale che desidera.

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