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Il tasso di disoccupazione è salito all’11,7%

31 maggio 2016

Nel mese di aprile il tasso di disoccupazione è salito all’11,7%

Per l'Istat il tasso di disoccupazione nel mese di aprile è salito all'11,7% , ma contemporaneamente gli occupati sono aumentati di di 51.000 unità.

L'Istat ha specificato che l’aumento della disoccupazione nell’ultimo mese è stato determinato esclusivamente dalla componente femminile, che ha fatto registrare un +4,2%,  arrivando così al 12,8%, mentre il tasso di disoccupazione maschile è sceso di 0,1 punti attestandosi al 10,8%.

Per quanto concerne l'aumento dell'occupazione, essa riguarda sia i lavoratori dipendenti che gli indipendenti.

Inoltre la crescita dell'occupazione del mese di aprile, ha coinvolto sia  uomini che donne e riguarda tutte le classi d'età ad eccezione della fascia compresa tra i 35 e d i 49 anni d'età.

In base alle stime dell'Istat, il tasso di disoccupazione giovanile, specie quella della fascia 15-24enni è pari al 36,9%, quindi è aumentata di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente.Tuttavia  anche tra i 15-24enni è aumentato di 0,2 punti percentuali il tasso di occupazione. In generale, nell’ultimo anno è stato  registrato un aumento complessivo del tasso di occupazione in tutte le classi di età, specie tra i giovani di 15-24 anni e gli over 50.

Pure gli inattivi sono diminuiti nel mese di aprile, di ben 113mila unità (-0,8%) rispetto a marzo e di 292mila unità su aprile 2015 . Per cui il tasso di inattività è sceso al 35,4% , e tale diminuzione riguarda sia uomini che donne e si distribuisce tra tutte le classi d’età.


In base un recente statistiche ufficiali pubblicate da Eurostat, in Italia vi sono 11,4 milioni di lavoratori potenziali, di cui alcuni sono disponibile a lavorare, ma non lo cercano ed altri non sono immediatamente disponibili. Per l'ente di statistica comunitario, il nostro Paese è di gran lunga il Paese di tutta l'Unione europea a contare il maggior numero di persone che potrebbero aggiungersi da attivi al mercato del lavoro. Tale potenziale forza lavoro supplementare in Italia ammonta a 3 milioni e mezzo di cittadini pari al 14 per cento dell'intera forza lavoro nazionale.

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