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Il 30 settembre scade il termine per richiedere il rientro dei capitali dall'estero

11 settembre 2015

Nessuna proroga per il rientro dei capitali

Mancano circa venti giorni al termine della scadenza utile per presentare la volontary desclosure e il Ministero del tesoro italiano ha già raccolto 14.118 richieste per fare rientrare nel nostro paese i capitali che sono stati portati all'estero. Si tratta di un imponibile che secondo le stime degli esperti tocca i 3 miliardi di euro.


Gli operatori italiani hanno richiesto a gran voce un'estensione, ovvero una proroga del termine del 30 settembre, ma il governo non ci sta e fissa alla data del 30 settembre il termine utile per far rientrare in Italia i capitali che erano stati spostati per ragioni fiscali in paesi diversi. Si tratta di cifre astronomiche, che superano di gran lunga le cifre annunciate all'inizio dell'estate.


Le ultime cifre erano infatti state raccolte a maggio del 2015 e rivelavano importi molto inferiori, con adesioni assestate sulle 1300 unità e una base di capitali da far tornare 'all'ovile' di circa 260milioni di euro. L'estate ha quindi portato consiglio ai paperoni italiani? Può essere, ma nel frattempo molti sono gli esponenti del Parlamento che chiedono chiarezza su questo argomento, viste le insistenti voci che vogliono una concessione della proroga da parte del ministero del tesoro.


La possibilità di un rinvio resta comunque alta e alcuni giorni fa Il Sole 24 Ore ha pubblicato un sondaggio eseguito fra i professionisti, che ha rivelato come molte persone sono ancora ferme ad una posizione di stand by, sia per le difficoltà tecniche incontrate nel processo di spostamento dei capitali, ma anche perché l'accordo con le banche svizzere è arrivato solamente alla fine di agosto.


Il governo non rinuncia quindi a capitali che, se tassati, possono davvero aiutarlo a trovare i fondi per finanziare tante delle manovre stabilite durante l'anno, quindi la proroga potrebbe interessare al massimo un paio di mesi e non di più, in quanto il termine massimo applicabile rimane sempre e comunque quello della fine dell'anno, per non interferire con i conteggi annuali che interessano l'economia del nostro paese.

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