logo gnubik

Grecia, si ritorna agli accordi. Varoufakis lascia

Il risultato del referendum dovrà inevitabilmente riportare al tavolo delle trattative, al quale non siederà l’ex ministro delle Finanze ellenico

Il ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis, che salì al governo con Tsipras e Syriza, lascia la sua poltrona ed inevitabilmente le trattative con l’Eurogruppo. Alla base della scelta, la volontà di rendere più facile l’accordo. Al momento le borse sembrano aver accolto positivamente la notizia, malgrado l’instabilità creata dal risultato del referendum di ieri.

Comincia già a muoversi il panorama post-referendum, sul fronte greco; e per far si che le trattatve con l’Europa vadano avanti,il governo Tsipras prende esempio dalla mitologica Idra: tagliare qualche testa pur di sopravvivere.

Termina qui, infatti, l’esperienza travagliata di Varoufakis all’apice del martoriato sistema finanziario greco; il suo dietrofront, pur configurandosi come scelta politica a tutti gli effetti, avrebbe poco a che fare con uno scontro interno con Tsipras ed il suo entourage. Anzi: l’ormai ex ministro delle Finanze greco spiega così la sua scelta: <<subito dopo l’annuncio dei risultati del referendum, sono stato informato di una certa preferenza di alcuni membri dell’Eurogruppo e di “partner” assortiti per una mia… “assenza” dai loro vertici, un’idea che il primo ministro ha giudicato potenzialmente utile per consentirgli di raggiungere un’intesa. Per questa ragione oggi lascio il ministero delle finanze>>.

Per colmare il posto vuoto lasciato da Varoufakis, è stato convocato un vertice politico ad Atene per la scelta del successore; al momento la stampa greca ha indicato le alternative più probabili, soffermandosi su due nomi in particolare: George Stathakis, già ministro dell’Economia, ed Euclid Tsakalotos, capo negoziatore .

Nell’intensa giornata di borsa, all’insegna dell’instabilità a causa del voto greco di ieri e del panico da esso generato nei mercati (oggi Milano aveva aperto a -2,7%, con un rialzo dello spread a 155 punti), la notizia delle dimissioni di Varoufakis ha ridato vigore alla moneta unica europea: il cambio torna ad essere leggermente più favorevole all’euro:  a 1,1070 nei confronti del dollaro e a 135,5 nei riguardi dello yen. Tali valori di cambio minacciavano di scendere pericolosamente nella notte, in concomitanza con le notizie che erano giunte dalla penisola ellenica.

© gnubik.it

Condividi questo articolo

Aerticoli simili