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Grecia abbandonata anche dalla Commissione Europea. Bocciato il piano di riforme: "Solo tattica"

Anche la Commissione Europea ha abbandonato la Grecia. Il piano di riforme (l'ennesimo) presentato da Tsipras è stato bocciato, e lo stesso premier tacciato di tatticismo.

Siamo agli sgoccioli. Il capitolo Grecia sta per concludersi ma senza non sarà un lieto fine. Almeno a giudicare dagli indizi che stanno giungendo in queste ore. Ieri, il vertice di emergenza tra Varoufakis e Schaeuble, oggi le dichiarazioni ufficiali - dopo il niet informale di ieri - della Commissione Europea circa il piano di riforme stilato da Tsipras.

L'ennesimo tentativo del premier ellenico di convincere i creditori a proseguire con i finanziamenti è fallito miseramente. Forse, il fallimento è intenzionale. Sono almeno due gli elementi che fanno pensare a questo. In primo luogo, l'accusa che Jean Claude Juncker ha mosso ad Alexis Tsipras, un'accusa di tatticismo pericoloso e irritante.

Secondariamente, il background di Yannis Varoufakis, ministro greco dell'economia e - soprattutto - grande appassionato (e studioso) della teoria dei giochi, la stessa teoria che studia il conflitto e la competizione, e insegna a trarre vantaggio dalle situazioni di stallo.

Insomma, Atene starebbe giocando con il fuoco. In gioco c'è il default ellenico in prospettiva, e il deterioramento dei rapporti con l'unione Europea nell'immediato. E' stato lo stesso Jean Claude Juncker, che della Commissione Europea è il presente,  a mettere in guardia Alexis Tipras: "Così, rischiate di perdere l'unico alleato che avete".

Anche perché in giro si vedono pochi amici di Atene. I paese europei messi in difficoltà dall'austerity, come l'Italia e la Spagna, hanno offerto solo parole alla Grecia, che quindi è rimasta sola. Solo contro i falchi del rigore come Jeroen Dijsselbloem, commissario per gli affari finanziari, che proprio oggi è tornato a battere sulla questione che sembra ossessionarlo: il sistema pensionistico ellenico. Senza una riforma che lo "modernizzi" (secondo i canoni della sua parte politica) non è possibile alcun accordo.

L'ipotesi, che il governo ellenico continua a rigettare, è quella di un sistema pensionistico assai più austero, con una età pensionabile elevata e il passaggio totale dal regime retributivo a quello contributivo.

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