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Crescita economica: Confindustria ottimista su produzione industriale e Pil

Il Centro Studi di Confindustria svela i dati sulla produzione industriale e si dichiara ottimista sulla crescita economica dell'Italia.

Il Centro Studi di Confindustria paventa ottimismo per il futuro economico dell'Italia. Lo fa sulla scorta degli ultimi dati sul Pil e sulla produzione industriale, superiori alle attese. La ripresa cammina infatti su queste due direttrici: Prodotto e Produzione.

Il Prodotto Interno Lordo ha fatto segnare nel primo trimestre un aumento dello 0,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una percentuale che anticipa il sorpasso delle stime, che prevedono uno striminzito 0,5% per tutto il 2015 e un modestissimo 1,1% per il 2016. A incidere favorevolmente sulla crescita del Pil, per ora solo accennata, è stato e sarà il calo del prezzo del greggio, che ha ridotto i costi di produzioni e liberato importanti risorse. L'impatto della discesa dell'oro nero è stimata in qualche decimale sul Prodotto Interno Lordo (0,3% quest'anno e 0,5% il prossimo).

A strappare qualche sorriso è anche la produzione industriale, in aumento dello 0,3% nel mese di maggio (rispetto al mese precedente), che fa balzare il differenziale complessivo degli ultimi due trimestri al +0,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Il quadro economico è migliorato. Sicuramente, la parte peggiore della crisi alle spalle. Ma è veramente finita? A preoccupare, comunque, è la crescita anemica. Stiamo parlando infatti di decimali. Per questo motivo, il Centro Studi di Confindustria, pur mostrando ottimismo, mette in guardia dal rischio di sedersi sugli allori ed esorta il Governo - in una nota ufficiale - a compiere il proprio dovere, che - come da più parti si sente dire - comprendono la realizzazione di riforme in campo economico e sul mondo del lavoro.

"I progressi congiunturali non vogliono dire che le gravi conseguenze della crisi spariscano né fanno dell'Italia un'economia dinamica: la performance rimane inferiore a quelle tedesca, spagnola, inglese e, perfino, francese. Solo proseguendo lungo la strada delle riforme si potrà chiudere il divario di crescita e, soprattutto, aumentare sensibilmente occupazione e reddito degli italiani".

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