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Confindustria: “La guerra della crisi è finita”

10 giugno 2016

Marco Gay ha affermato che la "guerra della crisi è finita ma adesso occorre ricostruire la pace"

Il presidente Marco Gay, durante il del 46esimo convegno dei giovani di Confindustria, ha dichiarato che se in tanti hanno paragonato questi anni di crisi a una guerra, oggi si può dire che la guerra è finita, ma la pace è tutta da costruire.

Gay ha aggiunto che i giovani imprenditori intercettano segnali positivi perché sta crollando il muro della stagnazione economica, sociale e politica, aggiungendo che  la riforma che ha cancellato "l'articolo 18", solo qualche anno fa sarebbe sembrata impossibile.

Marco Gay, in merito al tema delle riforme ha affermato che si tratta di un’occasione da non  perdere e citando il presidente Boccia, ha aggiunto che il referendum non è una sfida tra partiti ma una sfida per il Paese.

Per il presidente dei Giovani di Confindustria, il referendum rappresenta la possibilità concreta, a portata di mano, di chiudere la stagione delle riforme costituzionali e di accelerare quella delle riforme economiche. Inoltre ha ribadito di aspettarsi da parte del governo, serietà e coerenza per realizzare nella prossima Legge di Stabilità il taglio dell'Ires di 4 punti, come era stato promesso.

Dal canto suo, Sergio Mattarella, rivolgendosi ai giovani imprenditori di Confindustria,  ha affermato che occorre uno sforzo aggiuntivo da parte di tutti per cogliere pienamente le nuove possibilità, invitandoli  a cogliere questo momento di svolta. Per lui i giovani devono  dare l'esempio, favorendo la crescita di nuove imprese, di interpretare un ruolo da protagonisti in Europa e nel mondo.

Il presidente della Repubblica, nel telegramma inviato al presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Marco Gay,  ha affermato che il contesto in cui ci troviamo, di forte cambiamento, imposto anche dal rapido progresso tecnologico e dall'affermazione dell'economia digitale, richiede uno sforzo aggiuntivo da parte di tutti: individui, imprese, società civile e istituzioni per cogliere pienamente le nuove possibilità, soprattutto richiede un cambio di paradigma culturale, un atteggiamento alacre, la volontà di dare un contributo facendo la propria parte.

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