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A maggio cala la fiducia dei consumatori

27 maggio 2016

Secondo l'Istat la fiducia dei consumatori a maggio è calata

Dai recenti dati Istat, la fiducia dei consumatori nel mese di maggio è in calo. Per ll’Istituto nazionale di statistica l'indice del clima di fiducia dei consumatori italiani è passato da 114,1 a 112,7 rispetto al  mese precedente, dunque si tratta del è il valore più basso registrato dall’agosto 2015.

Tuttavia, il clima di fiducia delle imprese nel mese di maggio ha fatto registrare  un leggero aumento, passando  in  un mese da 102,7  a 103,4. Ciò contrasta con gli indici settoriali, nello specifico,  il clima di fiducia tra le aziende nella manifattura è sceso da da 102,7 a 102,1,  nelle costruzioni da 121,2 a 120,4 , nei servizi di mercato da 107,9 a 107,4 e nel commercio al dettaglio da 101,9 a 100,9 .

Per Carlo Rienzi, presidente del Codacons, i dati sul calo di fiducia dei consumatori sono un pessimo segnale per l'economia nazionale, soprattutto per i riflessi sulla propensione alla spesa delle famiglie.

Rienzi ha affermato che se le famiglie sono meno ottimiste sul futuro, saranno indotte a ridurre i budget di spesa e a rimandare a periodi migliori propri acquisti.

In merito a tali dati,  Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori , ha dichiarato che le parole non bastano se le tasche sono vuote, quindi pur comprendendo l'esigenza politica di incutere fiducia e instillare ottimismo, e assicurare gli italiani, alla fine i nodi vengono sempre al pettine. Per l'associazione di Dona, sono peggiorate anche le aspettative sulla disoccupazione, e ciò dovrebbe  indurre il governo a un cambio di passo.

Federconsumatori e Adusbef, commentando i dati Istat, hanno dichiarato che il calo della fiducia dei consumatori, dovrebbe far riflettere in primis il governo, che  ora chiamato ad agire concretamente per avviare una ripresa finora solo annunciata. Le associazioni italiane in difesa dei consumatori, hanno affermato che l'esecutivo deve impegnarsi per la realizzazione di un piano straordinario che, tramite il rilancio dell'occupazione, possa dare nuovo impulso e nuove prospettive al nostro sistema economico.

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