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Draghi: “ Necessario rivedere la politica monetaria”

22 gennaio 2016

L'economista Draghi ritiene necessaria una revisioni della politica monetaria

Mario Draghi, presidente della Bce durante il Forum economico mondiale di Davos, ha annunciato che nel prossimo Consiglio di marzo sarà necessario rivedere e riconsiderare la politica monetaria.

Egli ha evidenziato che ciò verrà fatto se i tassi di interesse rimarranno a questo livello o più bassi per  lungo tempo. Draghi ha dunque ribadito al sua intenzione di agire con gli strumenti a sua disposizione per riaffermare la posizione delle Bce e far risalire l'inflazione.

In merito agli obiettivi di Bce, Draghi ha dichiarato che le priorità sono la continuazione della ripresa e la convergenza del percorso dell’inflazione verso il nostro target di un tasso annuo vicino ma inferiore al 2%, aggiungendo che l’Eurozona è ancora abbastanza lontana da tale obiettivo.

Il presidente della Banca centrale europea,  ha inoltre voluto chiarire che in Italia c'è stata un'errata interpretazione della lettera-questionario inviato dalla Bce su come i Paesi stiano gestendo i crediti in sofferenza. Per cui Draghi ha precisato che la richiesta di chiarimenti da parte dell’Ssm alle banche italiane, era un semplice questionario che non prevedeva nessun altra richiesta di accantonamenti o aumenti di maggior capitale. Egli ha precisato che in qualità di supervisore bancario europeo, non intende avanzare nuove richieste all’Italia per misure sui crediti in sofferenza


In merito alla situazione delle banche italiane, Mario Draghi ha poi aggiunto che le banche italiane hanno in media un livello di accantonamenti simile a quello delle banche dell’area euro. Inoltre ha affermato che la vigilanza bancaria dell'Eurozona, è consapevole che il tema dei crediti deteriorati  richiede anni e che non si possono pressare le banche.

Sul fronte dell'emergenza profughi e delle sfide di lungo termine, Draghi ha  poi aggiunto che l'Europa  deve cooperare per  arriverà ad un accordo ragionevole. In merito a ciò, egli ha dichiarato:  E' un momento in cui tutti i leader europei stanno cercando di guidare i loro popoli più vicini ali interessi comuni in un modo che sia rispettose della democrazia, quello che è cambiato con la crisi è che non ci può essere un processo puramente elitario, ma che deve essere pienamente democratico e che quello che la crisi produce è un processo in cui le democrazie sono più forti".

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